Pandemia, il conto delle vite evitate: i numeri portati da Speranza
In audizione davanti alla commissione Covid, l’ex ministro difende le misure adottate e attribuisce a chiusure e vaccini un ruolo decisivo nel contenere vittime e ricoveri.
I numeri citati da Roberto Speranza davanti alla commissione Covid fotografano, secondo l’ex ministro della Salute, l’impatto delle principali misure adottate durante la pandemia. Nel suo intervento ha richiamato le stime sui decessi evitati grazie al lockdown e alla campagna vaccinale, respingendo anche le critiche rivolte alla gestione dell’emergenza.
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Le stime su morti e ricoveri
Speranza ha indicato in 630 mila le vite che sarebbero state preservate dalle restrizioni. A questa valutazione ha affiancato i dati di uno studio dell’Istituto superiore di sanità, relativo al periodo compreso tra gennaio 2021 e gennaio 2022.
Secondo quella ricerca, nell’arco considerato sarebbero stati scongiurati 151 mila decessi e 517 mila ospedalizzazioni. L’ex ministro ha presentato queste cifre come un elemento a sostegno delle decisioni prese nel periodo più delicato dell’emergenza sanitaria.
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Il peso attribuito ai vaccini
Nel corso dell’audizione è stato ricordato anche un bilancio dell’Organizzazione mondiale della sanità. Per l’Europa, tra dicembre 2020 e marzo 2023, i vaccini avrebbero evitato 1,6 milioni di morti.
Speranza ha quindi difeso la combinazione tra limitazioni agli spostamenti e immunizzazione della popolazione. Ha inoltre definito frutto di una propaganda aggressiva lo slogan “tachipirina e vigile attesa”, contestando così una delle formule più utilizzate nel dibattito critico sulla risposta italiana al Covid-19.
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L’ex ministro difende chiusure, vaccini e coordinamento internazionale, accusando la commissione di cercare consenso politico invece di preparare il Paese alle prossime emergenze.
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