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Politica 1 min di lettura2 ore fa

Oleshky, il Papa insiste: corridoio umanitario dopo il confronto con Putin

Leone XIV ha parlato con Zelensky della crisi a Kherson e della possibilità di far arrivare soccorsi ed evacuare i civili in sicurezza.

La Santa Sede conferma il proprio ruolo di interlocutore per fermare le conseguenze della guerra in Ucraina. Nel nuovo contatto con Volodymyr Zelensky, Leone XIV ha riportato al centro il dramma della popolazione di Oleshky e la necessità di un intervento urgente.

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Il dialogo resta la priorità del Papa

Durante la conversazione, il Pontefice ha nuovamente sottolineato «l'impegno della Santa Sede a favore del dialogo e della pace». Il richiamo arriva mentre nella città della regione di Kherson si aggrava la situazione dei civili.

L'obiettivo indicato dal Papa è favorire una collaborazione tra le parti, così da permettere l'ingresso di beni essenziali e l'uscita volontaria degli abitanti dalle aree più esposte. La Sala Stampa della Santa Sede ha riferito i contenuti del colloquio.


Tre giorni dopo il confronto con Putin

Il tema di Oleshky era già stato affrontato da Leone XIV con Vladimir Putin. Il colloquio con il presidente russo si era svolto venerdì scorso, quando il Papa si trovava ancora al Policlinico Agostino Gemelli dopo l'intervento per l'asportazione di un carcinoma al polmone destro.

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Anche in quella occasione, il Pontefice aveva cercato di richiamare l'attenzione sulla condizione della popolazione della città ucraina. Il nuovo scambio con Zelensky si inserisce dunque in una sequenza di contatti dedicati alla protezione dei civili.


Oleshky attende aiuti ed evacuazioni

Nel corso della telefonata odierna, Leone XIV ha richiamato la gravità dell'emergenza umanitaria a Oleshky, in Kherson. Al centro del confronto è comparsa anche la proposta di una tregua umanitaria già sottoposta al presidente della Federazione Russa.

Secondo quanto comunicato dalla Santa Sede, una convergenza tra le due parti potrebbe rendere possibile il trasferimento di alimenti e forniture sanitarie. La stessa intesa servirebbe inoltre a garantire un'evacuazione sicura e su base volontaria dei residenti.

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