Nucleare, via libera definitivo: centrali attese dal 2033
Il voto del Senato apre la strada alla legge sul ritorno dell’atomo, mentre il governo prepara i decreti attuativi entro fine anno.
La svolta sul nucleare arriva con il voto del Senato, che ha dato l’ultimo assenso al provvedimento. Per il governo si chiude così la fase parlamentare e si apre quella più concreta: trasformare la cornice normativa in regole operative.
Il ministro dell’Ambiente, Pichetto, ha spiegato che adesso il testo è diventato legge e che il primo obiettivo è accelerare sui decreti attuativi, attesi entro la fine dell’anno. Nelle sue intenzioni, l’energia atomica dovrebbe rafforzare l’autonomia del Paese sul fronte energetico.
Il passaggio decisivo in Aula
Il sì di Palazzo Madama rappresenta il tassello finale dell’iter. Da questo momento, infatti, il dossier non riguarda più soltanto il consenso politico, ma la costruzione delle norme necessarie per far partire il settore.
Secondo il ministro, il governo vuole imprimere una spinta rapida alla fase successiva. I decreti attuativi, ha indicato, dovrebbero essere pronti entro fine anno e serviranno a tradurre in pratica la scelta appena approvata.
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Le prime centrali nel 2033
Nel quadro tracciato da Pichetto, il ritorno del nucleare non è imminente: l’orizzonte indicato è il 2033 per le prime centrali. Si tratta quindi di un progetto che richiede tempi lunghi, sia sul piano tecnico sia su quello autorizzativo.
Il ministro ha collegato questa prospettiva all’idea di un Paese più autonomo dal punto di vista energetico. L’esecutivo, intanto, punta a definire entro pochi mesi il pacchetto di regole che dovrà accompagnare la nuova legge.
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