Nucleare, nel campo largo cresce il dubbio: “Scatola vuota
Nel centrosinistra si muovono tre linee diverse: rifiuto netto, apertura condizionata o richiesta di ripartire, mentre Corrado accusa l’esecutivo di puntare più sulla propaganda che sugli investimenti nelle rinnovabili.
Il fronte del campo largo sul nucleare non parla con una sola voce. C’è chi lo esclude in radice, chi non lo boccia ma considera il progetto privo di sostanza e chi, invece, ritiene inevitabile riaprire il dossier da qualche parte. In mezzo, resta la polemica politica contro il governo, accusato di insistere sulla comunicazione senza mettere risorse nelle energie pulite.
Tre linee diverse nel centrosinistra
La divisione, dentro l’area progressista, si può leggere lungo tre direttrici. Una parte è totalmente contraria al ricorso al nucleare; un’altra non lo respinge per principio, ma giudica il provvedimento una semplice scatola vuota; una terza pensa che sia necessario ripartire da qualche scelta concreta, senza continuare a rinviare.
È questo il quadro che emerge attorno al tema, mentre nel dibattito resta forte il richiamo alle rinnovabili. Proprio lì si concentra una delle critiche principali: secondo i detrattori del governo, l’esecutivo preferisce alzare il livello dello scontro politico invece di investire davvero su solare, eolico e sulle altre fonti alternative.
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Corrado attacca l’esecutivo
Tra le voci più nette c’è quella di Corrado, esponente del PD, che ha puntato il dito contro Giorgia Meloni. La sua contestazione riguarda il modo in cui il governo presenta la questione energetica, accusandolo di diffondere informazioni non corrette e di usare il nucleare come bandiera politica.
Corrado ha sintetizzato così il suo giudizio: “Meloni sbandiera falsità”. Una frase che riassume il tono dello scontro e che si inserisce in un clima già molto teso sul futuro del mix energetico italiano, tra chi chiede una svolta immediata e chi continua a vedere nel nucleare una proposta poco credibile.
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