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Politica 2 min di letturaAggiornato 1 ora fa

Nuccio Altieri ritira la candidatura alla presidenza dell’Anac

Dopo le polemiche sulla designazione, il manager ha motivato la decisione con ragioni politiche, istituzionali e personali.

Aggiornamento delle 00:24

Palazzo Chigi ha preso atto del ritiro della candidatura di Trifone Altieri alla presidenza dell’Anac. Fonti del governo hanno espresso apprezzamento per la valutazione di opportunità politica alla base della decisione.

Aggiornamento del 6 nov, 23:15

Il Consiglio dei ministri dovrà ora avviare una nuova procedura per la nomina del presidente dell’Anac. Con il passo indietro di Altieri, la partita per la guida dell’Autorità si riapre.

Nuccio Altieri ha ritirato la propria disponibilità a guidare l’Autorità nazionale anticorruzione. La decisione è arrivata il giorno dopo l’avvio della procedura di nomina da parte del Consiglio dei ministri.

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La rinuncia di Altieri

In una nota, Altieri ha spiegato di aver maturato la scelta dopo un confronto con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e con i vicepresidenti Matteo Salvini e Antonio Tajani. «Ho deciso, per ragioni di opportunità politica, istituzionale e personale di ritirare la mia disponibilità», ha scritto.

Il manager ha ringraziato il governo per la fiducia ricevuta e ha detto di essere dispiaciuto per le polemiche e gli attacchi mediatici seguiti alla designazione. Ha inoltre rivendicato i requisiti e le competenze maturati attraverso esperienze in ambito istituzionale e industriale.


Le contestazioni delle opposizioni

La candidatura aveva provocato la reazione compatta delle opposizioni, che avevano chiesto a Meloni di fermare la procedura e di aprire un confronto per individuare una figura dotata di indipendenza e di un profilo tecnico riconosciuto. La designazione avrebbe dovuto ottenere il parere favorevole delle commissioni parlamentari con una maggioranza dei due terzi.

Giuseppe Conte aveva definito grave la scelta della premier. Angelo Bonelli aveva invece richiamato anche il possibile conflitto d’interessi legato alla presidenza di Fincantieri Infrastrutture, società pubblica attiva nel settore degli appalti. I capigruppo di Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva, +Europa e Azione avevano sostenuto che l’Anac dovesse restare estranea alla spartizione politica e garantire piena terzietà.

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La posizione del governo

Fonti dell’esecutivo hanno ribadito che la candidatura era stata esaminata prima dell’approvazione della delibera e che non erano emersi profili di incompatibilità. Secondo la stessa ricostruzione, i due principali partiti di opposizione erano stati informati informalmente senza esprimere contrarietà o riserve.

Meloni, interpellata sulla designazione, aveva difeso la competenza del governo a procedere. Salvini aveva detto di ritenere la procedura regolare e aveva ricordato di aver affidato ad Altieri, il 18 settembre 2024, l’incarico di responsabile del dipartimento Difesa della Lega.

La Lega aveva successivamente precisato che Altieri non aveva mai assunto effettivamente quel ruolo, perché aveva comunicato la propria indisponibilità in quanto componente del consiglio di amministrazione di Leonardo. Una lettera di Armando Siri del 27 settembre aveva quindi certificato la revoca della delibera di conferimento dell’incarico.

La norma richiamata nel dibattito stabilisce che il presidente e i componenti dell’Anac non possano essere scelti tra chi ricopre incarichi elettivi o ruoli nei partiti e nei sindacati, né tra persone che abbiano avuto tali incarichi nei tre anni precedenti. La disposizione esclude inoltre eventuali interessi in conflitto con le funzioni dell’Autorità, attualmente guidata da Giuseppe Busia fino alla nomina del successore.

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