Fondo calciatori, respinte le accuse sulla gestione dei conti
L’ente difende liquidazioni, patrimonio e bilanci dopo le contestazioni di Assocapp guidata da Beppe Dossena
Il Fondo di Fine Carriera Calciatori e Allenatori ha respinto le contestazioni mosse da Assocapp sulla gestione delle risorse e delle liquidazioni.
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La tutela nelle sedi giudiziarie
L’ente ha annunciato che valuterà azioni legali per difendere la propria reputazione e quella degli amministratori contro comunicazioni o articoli ritenuti non conformi ai dati disponibili. La replica definisce le accuse «strumentali e di natura politica» e le collega alla vicinanza delle elezioni federali del 14 dicembre e alla candidatura di Adriano Galliani sostenuta dalle componenti tecniche.
Nel comunicato viene citata anche la controversia con Centurion Global Fund. Il 4 luglio il Tribunale di Roma ha dato ragione a Sport Invest 2000, riconoscendo la validità del recesso e la possibilità di conservare la caparra di 1,9 milioni di euro. La causa riguardava un preliminare per l’acquisto di un’area immobiliare nella capitale, sottoscritto nel marzo 2020, prima dell’insediamento dell’attuale Consiglio di Amministrazione nel 2021.
Bilanci pubblici e controlli
I conti vengono verificati dal Collegio Sindacale e, su iniziativa dell’attuale Consiglio di Amministrazione, anche da una società esterna di revisione. Dal 10 luglio il rendiconto è consultabile sul sito del Fondo e la pubblicazione è destinata a ripetersi ogni anno.
L’organo amministrativo sostiene di agire per conservare il patrimonio degli iscritti, proteggere i versamenti effettuati e garantire le prestazioni già maturate. Il Fondo ha precisato che la gestione delle risorse non è collegata a una necessità di coprire le erogazioni ordinarie.
Le contestazioni sulle liquidazioni
Secondo la replica, al 30 giugno 2025 risultavano oltre 185 milioni di euro destinati alle posizioni degli iscritti, compresi professionisti ancora in attività. Le passività verso gli aderenti superavano 191 milioni, mentre il patrimonio attivo oltrepassava 197 milioni. Dalla nascita dell’ente sono state chiuse più di 29.300 posizioni; nella stagione 2025/26 circa 20,5 milioni di euro sono stati versati a 717 persone.
Il Fondo ha spiegato che gli 1,2 milioni riferiti a più di 90 iscritti non sono stati ancora pagati perché gli interessati non hanno inoltrato la richiesta. La domanda, se presentata correttamente, consente di ricevere la somma entro due mesi. Delle 627 posizioni indicate nelle contestazioni, soltanto 9 riguarderebbero persone che non avevano mai chiesto una liquidazione.
Le richieste di informazioni
Una parte delle pratiche, sostiene l’ente, riguarda domande ripetute per ottenere estratti conto e dati sui versamenti, elementi già visibili attraverso il portale personale. I tempi contestati riguarderebbero quindi soprattutto l’accesso alle informazioni e non il pagamento delle indennità.
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Le credenziali vengono inviate subito, ma l’autenticazione è stata predisposta per tutelare dati personali e previdenziali. Il Fondo ha inoltre negato di aver rifiutato informazioni a chi ne aveva diritto.
Come si calcola la cessazione
La prestazione viene riconosciuta soltanto dopo una richiesta individuale, perché il tesseramento non permette di stabilire da solo quando una carriera sia terminata davvero. Un calciatore può infatti iniziare successivamente ad allenare o riprendere i versamenti dopo un periodo di interruzione.
Per l’articolo 22 dello Statuto, l’assenza di un contratto professionistico al momento della domanda viene considerata cessazione definitiva. Dopo il pagamento, un eventuale nuovo accordo professionale fa ripartire la posizione da zero. AIC e AIAC ricordano ogni anno l’esistenza del Fondo durante i ritiri e pubblicano le istruzioni sui rispettivi portali.
Patrimonio e risultati economici
L’indennità ha natura previdenziale e la priorità dichiarata è conservare il capitale versato. Al 30 giugno 2025 oltre 144 milioni di euro, pari a circa il 73% dell’attivo, erano investiti in titoli obbligazionari, caratterizzati da rendimenti contenuti anche per il livello dei tassi d’interesse.
Nell’esercizio 2024/25 l’avanzo, dopo spese e imposte, ha superato 727 mila euro. Agli iscritti sono stati assegnati 622 mila euro, circa l’85%, mentre 105 mila euro sono confluiti nella riserva. Dalla costituzione sono stati distribuiti più di 65,5 milioni, equivalenti a circa l’85% degli avanzi prodotti; per il 2025/26 la previsione indica un risultato positivo vicino a 1,7 milioni.
Sport Invest 2000
La partecipazione del Fondo in Sport Invest 2000 vale in bilancio oltre 33 milioni di euro, pari a circa il 17% dell’attivo, mentre gli immobili della società avrebbero un valore superiore. È in corso un’operazione immobiliare che dovrebbe portare circa 18 milioni nelle casse del Fondo, da destinare a nuovi investimenti obbligazionari.
L’operazione dovrebbe generare una plusvalenza di circa 1 milione di euro. Per il 2026 Sport Invest 2000 prevede inoltre un utile netto vicino a 900 mila euro.
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