Morti sul lavoro, la svolta per i parenti: gli avvocati li pagherà lo Stato
Un voto trasversale ha dato il via libera alla norma promossa da Debora Gribaudo per garantire assistenza legale a chi perde un familiare in un incidente lavorativo.
Per i parenti di chi muore sul posto di lavoro si apre la possibilità di affrontare le eventuali cause senza sostenere direttamente i costi dell’avvocato. La norma, approvata in mattinata con consenso unanime e trasversale, affida infatti allo Stato il pagamento delle spese legali.
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Un sostegno concreto nelle cause
Il provvedimento nasce per aiutare le famiglie che, dopo la perdita, devono spesso confrontarsi anche con procedimenti giudiziari complessi. L’accesso al patrocinio gratuito consentirà ai congiunti di tutelare i propri diritti senza che la situazione economica diventi un ostacolo.
La misura riguarda dunque l’assistenza legale dei parenti delle persone decedute in seguito a un infortunio lavorativo. Il testo punta a garantire loro un supporto pubblico nella fase giudiziaria, lasciando a carico dello Stato gli oneri della difesa.
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Intesa bipartisan sulla proposta
Il via libera è arrivato grazie a un accordo tra forze politiche diverse, unite nel sostenere l’intervento. La proposta ha come prima firmataria Debora Gribaudo, esponente del Partito democratico, e ha raccolto un voto unanime.
L’approvazione rappresenta il passaggio istituzionale che introduce il nuovo sostegno per le famiglie colpite. Al centro resta l’obiettivo di rendere effettiva la possibilità, per chi ha perso un proprio caro sul lavoro, di ricorrere alla giustizia senza dover anticipare le spese legali.
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