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Politica 1 min di lettura50 min fa

Under 14 e social, la svolta passa dal Parlamento: cosa ha detto Meloni

La presidente del Consiglio non esclude un limite di età per le piattaforme, ma respinge l’ipotesi di intervenire subito con un decreto legge.

Il possibile divieto dei social network per i minori di 14 anni non sarebbe affidato a un provvedimento d’urgenza del governo. Giorgia Meloni ha invece indicato il Parlamento come sede per discutere e valutare una misura tornata al centro dell’attenzione dopo gli scontri urbani degli ultimi giorni.

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Meloni non chiude alla stretta

Interpellata sull’ipotesi di impedire agli under 14 l’accesso alle piattaforme, la presidente del Consiglio ha espresso un’apertura, pur senza annunciare un’iniziativa immediata dell’esecutivo. «Non sono contraria», ha risposto Meloni durante un’intervista a Repubblica.

La dichiarazione segnala quindi una disponibilità a esaminare il tema, ma non introduce ancora un nuovo divieto. La premier ha distinto la propria posizione sul merito della proposta dal metodo con cui affrontarla: secondo Meloni, infatti, non spetterebbe al governo adottare ora un decreto legge.


La decisione resta alle Camere

L’eventuale intervento dovrebbe essere esaminato attraverso l’attività parlamentare. «Spetta al Parlamento valutare» se riprendere il lavoro già avviato sul divieto di accesso ai social per i minori di 14 anni, ha spiegato la presidente del Consiglio.

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Meloni ha ricordato che sul tema è già esistito un confronto capace di coinvolgere esponenti di schieramenti differenti. Il riferimento è alla proposta sottoscritta da Marianna Madia, già esponente del Partito democratico e oggi in Italia Viva, insieme a Lavinia Mennuni.

La premier ha definito trasversale il lavoro svolto in precedenza, lasciando così alle Camere il compito di stabilire se riaprire quella discussione e valutare un possibile limite anagrafico per l’utilizzo delle piattaforme. L’apertura arriva nel contesto delle riflessioni sugli scontri avvenuti nelle città negli ultimi giorni, ma non coincide con l’annuncio di un iter governativo d’urgenza.

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