Minori, la punizione non basta: l’allarme di Rossi-Doria
Il presidente di Con i bambini ed ex sottosegretario invoca una rete stabile tra scuola, istituzioni e territorio per affrontare il disagio giovanile
Il tema delle pene per i minorenni, secondo Rossi-Doria, evidenzia un forte squilibrio: alla risposta punitiva non corrisponde una strategia complessiva per la società. Il presidente di Con i bambini ed ex sottosegretario invita quindi a concentrarsi sulla prevenzione e sulla costruzione di percorsi educativi condivisi.
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La punizione non può essere l’unica risposta
Rossi-Doria ritiene insufficiente un approccio fondato soprattutto sull’inasprimento delle sanzioni. La questione, a suo giudizio, riguarda il modo in cui le istituzioni affrontano il disagio dei più giovani e le conseguenze che le scelte attuali possono produrre nel lungo periodo.
Il rischio indicato è che l’impulso a punire finisca per prevalere sulla capacità di intervenire prima che le situazioni diventino più gravi. «Se prevale solo l’impulso di punire, sarà sempre peggio», ha affermato, sottolineando la necessità di una linea d’azione più ampia.
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Una rete educativa da rafforzare
La proposta punta sulle cosiddette comunità educanti, cioè su una collaborazione concreta tra scuola, comuni, terzo settore, realtà sportive e parrocchie. Secondo Rossi-Doria, nessuno di questi soggetti può affrontare da solo problemi complessi che coinvolgono i minorenni.
Un’alleanza di questo tipo, spiega, è già stata sperimentata e ha dimostrato di poter funzionare. Per questo la priorità dovrebbe essere consolidare i legami tra i diversi attori del territorio, trasformando gli interventi educativi in una strategia stabile e non in iniziative isolate.
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