Milano, Salvini alza il tiro: «Niente sconti a chi saccheggia»
Dopo le proteste violente, il vicepremier esclude tolleranza per devastazioni e saccheggi e richiama le responsabilità economiche delle famiglie.
La linea annunciata da Matteo Salvini dopo le proteste violente a Milano è quella della fermezza: secondo il vicepremier, chi devasta o porta via merce dai negozi non può appellarsi al disagio sociale. Nel mirino finiscono anche le possibili conseguenze economiche per i genitori dei ragazzi coinvolti.
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Salvini esclude ogni tolleranza
A margine del vertice in prefettura, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha risposto anche a una domanda sull’eventualità di introdurre un coprifuoco a Milano. Salvini ha sottolineato che la città resta aperta e accogliente, ma ha avvertito: «Non ci sarà più nessun tipo di tolleranza per chi devasta, per chi saccheggia».
Il vicepremier ha poi allargato il discorso alle altre città lombarde, citando Como, Bergamo e Brescia. A suo giudizio, chi pensa di raggiungere questi centri per danneggiare o depredare negozi commette un errore e dovrà fare i conti con le conseguenze previste dalle norme.
Il nodo dei telefoni costosi
Nel suo intervento, Salvini ha contestato il riferimento al disagio sociale utilizzato da alcuni manifestanti. «Qua stiamo parlando di qualcuno che dice “siamo a disagio” e poi ha telefonini da 1700 euro», ha affermato, collegando quelle parole ai saccheggi compiuti ai danni di esercizi commerciali.
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Il ministro ha ricordato che tra gli obiettivi delle incursioni ci sarebbero stati punti vendita di abbigliamento, calzature e telefoni. Per questo, ha sostenuto, non si tratterebbe di un problema riconducibile soltanto alla condizione economica o all’età dei partecipanti, ma di comportamenti che dovrebbero avvenire altrove, come a scuola o in oratorio.
Famiglie chiamate a rispondere
Salvini ha infine richiamato il decreto approvato dal Governo, sostenendo che le famiglie potrebbero essere chiamate a sostenere anche economicamente gli effetti delle condotte dei figli. Il messaggio rivolto ai potenziali partecipanti alle proteste è netto: a Milano e negli altri capoluoghi menzionati non sarebbe possibile saccheggiare senza conseguenze.
La questione resta quindi legata sia alla gestione dell’ordine pubblico sia all’applicazione delle responsabilità previste dal provvedimento governativo. Nel frattempo, il vicepremier ha ribadito che l’accoglienza della città non deve essere interpretata come disponibilità a tollerare devastazioni o furti.
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