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Politica 3 min di lettura20 ott

Milano dopo gli scontri, il governo accelera: il nodo dei militari

Il Consiglio dei ministri esamina il nuovo decreto sulla sicurezza, mentre in città si prepara una mobilitazione contro la violenza e si discute delle cause del disagio giovanile.

Matteo Salvini ha indicato nell’inclusione sociale una componente indispensabile della risposta alle tensioni esplose a Milano. Durante la cerimonia per l’avvio dei lavori della nuova sede del conservatorio, il vicepremier ha ricordato i progetti destinati a studenti, universitari e forze dell’ordine, sostenendo che prevenzione e repressione non siano sufficienti da sole: ai giovani, ha detto, servono strumenti, lavoro e una prospettiva.

Anche Mario Calabresi sarà domani in piazza della Scala, insieme al sindaco Giuseppe Sala e a esponenti del centrosinistra. Il candidato alle eventuali primarie per la scelta del sindaco di Milano ha definito necessario mostrare una città compatta nel condannare le violenze e nel recuperare una dimensione di normalità. A suo giudizio, le responsabilità dovranno essere accertate, ma senza trasformare gli episodi in un’occasione di scontro politico.

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Il governo cerca una mediazione sui militari

A Palazzo Chigi è intanto cominciata la riunione del Consiglio dei ministri chiamata a esaminare il nuovo decreto sulla sicurezza. L’avvio, previsto per le 17.30, è slittato di quasi un’ora: prima dell’incontro sono proseguiti i confronti tecnici su alcune disposizioni ancora da definire.

Il punto più delicato riguarda l’eventuale attribuzione di funzioni di polizia giudiziaria ai militari. Dopo il confronto tra gli uffici della Presidenza della Repubblica e quelli del governo, questa sarebbe l’unica parte delle bozze sulla quale il Quirinale avrebbe espresso riserve. La soluzione del nodo potrebbe consentire il via libera al provvedimento.

Nel primo pomeriggio Alfredo Mantovano ha coordinato a Palazzo Chigi un tavolo con i capi di gabinetto dei dicasteri coinvolti e con i responsabili degli uffici legislativi. Tra i partecipanti c’era anche Francesca Quadri, alla guida dell’ufficio legislativo della Presidenza del Consiglio. Il confronto si è concentrato soprattutto sul ruolo operativo dei militari e sulla formulazione delle relative competenze.


Le misure al centro del decreto

Tra le ipotesi sul tavolo figura l’allargamento del fermo preventivo ai minorenni, con una durata potenzialmente superiore alle 12 ore. Il testo dovrebbe inoltre intervenire sui danneggiamenti commessi da gruppi, introducendo l’arresto in flagranza differita, e prevedere limitazioni alla possibilità di riunirsi per soggetti considerati pericolosi per l’ordine pubblico.

Il pacchetto potrebbe comprendere anche un rafforzamento dell’operazione Strade sicure. La discussione si è svolta dopo i disordini del fine settimana, verificatisi soprattutto a Milano, e mentre il governo valuta come rendere operative le nuove norme senza superare i rilievi emersi nel confronto istituzionale.

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Milano prepara la risposta in piazza

Domani alle 11 il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica si riunirà a Milano. La convocazione è partita dal prefetto Claudio Sgaraglia e vedrà la partecipazione del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Sul tavolo ci saranno gli scontri recenti e le manifestazioni già annunciate per i prossimi giorni.

Alle 18, davanti a Palazzo Marino, la Cgil ha organizzato una mobilitazione intitolata “Milano non vuole la violenza”. Il Pd e altre realtà hanno aderito all’iniziativa, alla quale prenderà parte anche Sala. Il sindaco ha sostenuto che l’aumento della presenza delle forze dell’ordine sia necessario, ma ha avvertito che la risposta non può limitarsi al controllo e alla repressione.

Secondo Sala, il disagio che attraversa la città deve essere affrontato anche nelle sue origini, senza indulgenza ma con capacità di analisi. Dopo aver visitato le zone colpite, il primo cittadino ha raccontato di essere rimasto colpito non soltanto dai danni ai negozi, ma anche dalla paura manifestata dai ragazzi che vi lavorano.

Il sindaco ha collegato quanto accaduto a un fenomeno più ampio, presente nelle grandi città e alimentato da tensioni sociali che richiedono gestione e interventi mirati. La sua posizione è che la politica debba occuparsi contemporaneamente della sicurezza e delle condizioni che favoriscono il malessere, evitando di ridurre tutto a una questione esclusivamente repressiva.

Sul fronte degli interventi urbani, Salvini ha citato il futuro insediamento di 1.700 studenti nell’ex villaggio olimpico e la sistemazione di 1.100 agenti nell’ex caserma Montello, con la conseguente disponibilità di spazi per l’Università Cattolica. Il vicepremier ha poi ricordato il progetto per gli ex gasometri, destinati ad accogliere attività di studio per 20mila studenti.

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