Mentana lascia il Tg La7 prima di Natale: la data dell’addio
Il direttore saluterà il telegiornale il 23 dicembre, con qualche giorno di anticipo sulla scadenza del contratto
Le proteste di queste settimane non descrivono, secondo Enrico Mentana, una vera rivolta interna al Paese. Il direttore del Tg La7, intervenuto ad Alessandria, ha ricondotto parte delle tensioni all’influenza del modello francese, pur riconoscendo l’esistenza di un disagio sociale diffuso.
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Il disagio non diventa rivolta
Mentana ha ricordato le difficoltà affrontate da molti giovani e lavoratori della sua generazione: trasferimenti in sistemazioni precarie, periodi da pendolari e sacrifici per completare gli studi. A suo giudizio, queste condizioni sono state spesso vissute con dignità e non hanno prodotto automaticamente una mobilitazione di piazza da parte delle categorie più colpite.
La politica, ha osservato, dovrebbe comunque occuparsi con maggiore attenzione delle difficoltà economiche. Nel tempo, secondo il giornalista, i vari schieramenti hanno preferito distribuire vantaggi occasionali invece di costruire interventi sociali fondati sul merito e rivolti soprattutto a chi cerca un’occupazione.
Informazione sempre più schierata
Nel corso dell’incontro, Mentana ha criticato anche il modo in cui oggi il giornalismo racconta il confronto politico. A suo parere, la discussione pubblica è dominata da una contrapposizione rigida: da una parte ci sono i competenti, dall’altra gli incapaci, senza spazio per posizioni intermedie o per il riconoscimento delle ragioni dell’avversario.
Il giornalista ha citato come esempio il dibattito su Volodymyr Zelensky, spesso rappresentato soltanto come simbolo della resistenza oppure come personaggio negativo. Nei programmi televisivi, ha aggiunto, è ormai raro ascoltare qualcuno ammettere di aver trovato interessante o condivisibile un’idea sostenuta dal proprio interlocutore.
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L’addio al telegiornale
La notizia personale è arrivata durante la cerimonia di consegna del premio Marchiaro. Mentana ha comunicato che il suo percorso alla guida del Tg La7 terminerà il 23 dicembre, prima della conclusione dell’anno e della scadenza contrattuale.
«Voglio darvi una notizia: lascio il Tg La7 il 23 dicembre. Voglio passare il Natale in famiglia...», ha detto il direttore davanti ai presenti. Mentana guida il telegiornale dal 2010 e, sollecitato dal moderatore, non ha chiarito se possa valutare un ritorno a Mediaset.
Il futuro della televisione
La riflessione si è poi allargata al ruolo dei telegiornali e al rapporto con le nuove generazioni. Mentana ha sottolineato che l’età media del pubblico dei notiziari televisivi si avvicina ai 70 anni, mentre i più giovani ricevono le informazioni attraverso canali e modalità differenti.
Per spiegare il cambiamento, ha osservato che un ragazzo può conoscere la situazione israelo-palestinese più facilmente attraverso Cecilia Sala che tramite un telegiornale. «Oggi nessun ragazzino può appassionarsi al giornalismo guardando un telegiornale», ha concluso, descrivendo la televisione come il risultato di un’epoca che un tempo appariva innovativa e che oggi fatica a intercettare il pubblico più giovane.
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