Meloni-Trump, il disgelo passa da Miami: tutti i segnali
Dalle parole del presidente statunitense alla rete di contatti costruita dagli ambasciatori: così prende forma il riavvicinamento tra Roma e Washington
Le parole di Donald Trump su Giorgia Meloni hanno riacceso l’attenzione sul rapporto tra Roma e Washington. Il presidente americano ha detto: «Con Giorgia Meloni i rapporti sono molto buoni, mi è sempre piaciuta». A Palazzo Chigi, tuttavia, prevale la prudenza: una frase breve non viene ancora considerata la prova di una svolta definitiva.
Una cautela dietro l’apertura americana
Il messaggio arrivato dalla Casa Bianca viene quindi valutato con attenzione. L’obiettivo italiano è capire se si tratti di un’apertura destinata a consolidarsi oppure di una dichiarazione estemporanea, senza effetti immediati sulla relazione tra i due governi.
Il lavoro diplomatico, però, sarebbe già iniziato da tempo. In questo percorso hanno avuto un ruolo gli ambasciatori e i diversi canali di interlocuzione tra Italia e Stati Uniti, con l’intento di ricucire un rapporto che richiede ancora passaggi politici e istituzionali.
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Miami e il calendario dei contatti
Tra gli appuntamenti considerati utili per verificare la consistenza del riavvicinamento c’è un possibile incontro a Miami. Il confronto diretto tra Meloni e Trump non è presentato come già definito, ma rientra nello scenario seguito con interesse dai diplomatici.
Anche la Festa di Colombo e l’evento della Niaf possono offrire occasioni di contatto e visibilità alla relazione bilaterale. Sullo sfondo resta inoltre il G20, altro momento nel quale i rapporti tra i due leader potrebbero essere osservati da vicino. Il quadro comprende dunque più tappe: il ruolo di Antonio Fertitta, i contatti con Marco Rubio e gli appuntamenti pubblici attraverso i quali misurare se l’apertura di Trump avrà seguito concreto.
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