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Politica 3 min di lettura22 set

Meloni rilancia su scuola, burqa e tasse: le frasi che fanno discutere

In tv la premier difende la linea del governo su classi miste, velo integrale, bollette, deficit e fisco, rivendicando risultati economici e respingendo molte critiche dell’opposizione.

Le tasse, sostiene Giorgia Meloni, non sono salite: al contrario, il governo le avrebbe ridotte. A 'Porta a Porta' la presidente del Consiglio ha insistito anche sul fatto che la pressione fiscale, a suo avviso, non sarebbe aumentata, pur nel quadro di un’economia che continua a mostrare limiti strutturali.


Schlein, deficit e conti pubblici

Davanti alla lettera inviata da Elly Schlein, Meloni ha parlato di un interlocutore politico naturale e ha letto in quel passaggio un riconoscimento implicito del lavoro dell’esecutivo. Secondo la premier, la richiesta di usare i 14 miliardi di deficit aggiuntivo nasce da una battaglia che il governo ha portato avanti proprio per ottenere più margini contro la crisi energetica.

La presidente del Consiglio ha poi espresso rammarico per il fatto che l’Italia non sia ancora uscita dalla procedura di infrazione, ricordando che il deficit sarebbe sceso dall’8,1% al 3,08%. Ha aggiunto che l’ultimo aggiornamento dell’Istat, nello stesso giorno, ha rivisto al rialzo la crescita del 2024 dall’1,1% dopo la precedente stima dello 0,7%, sostenendo di non sapere se a essere troppo prudente sia l’istituto o se lo fossero le valutazioni sul governo.


Classi miste e burqa, la linea di Meloni

Sul tema della scuola, Meloni ha respinto l’idea che le parole di Sergio Mattarella vadano lette come una contestazione all’esecutivo. A suo giudizio, la posizione del Capo dello Stato sulla necessità di evitare ghetti nelle aule coincide con una soluzione di buon senso: distribuire in modo più equilibrato gli alunni, italiani e stranieri, aiuterebbe sia l’integrazione sia la convivenza.

La premier ha richiamato anche il precedente di quando Mattarella era ministro dell’Istruzione, spiegando che allora furono inviate circolari che andavano nella stessa direzione. In parallelo ha difeso il divieto di burqa a scuola, definendolo una misura che c’entra con la sicurezza e, insieme, con i diritti delle donne.

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Energia, Regioni e opposizione nel mirino

Parlando di bollo auto e rapporto con le Regioni, Meloni ha assicurato che non ci saranno tagli alla sanità regionale. Ha aggiunto che le amministrazioni guidate dal centrosinistra, se davvero giudicano la misura inaccettabile, potrebbero anche non aderire e rinunciare al contributo statale, pur dicendosi convinta che non lo faranno. La misura, ha ricordato, vale 2,4 miliardi e prevede il rimborso da parte dello Stato delle risorse che gli enti locali non incasseranno.

Sulle contestazioni mosse dal Movimento 5 Stelle, la premier ha replicato con un riferimento ai 200 miliardi di euro dei bonus edilizi, sostenendo di dover ancora coprire quel conto. Poi ha rivendicato 60 miliardi di spesa complessiva in quattro anni per attenuare l’impatto delle bollette su famiglie e imprese, oltre alle mosse su fonti e approvvigionamenti: riapertura al nucleare, crescita del 40% delle rinnovabili e accelerazione sull’estrazione di petrolio italiano.

Infine, ha ricordato che il governo ha lavorato per dipendere meno dall’estero e ha definito sensate alcune proposte arrivate da Schlein sul Piano casa, osservando che in passato il Pd lo descriveva come una scatola vuota. Per Meloni, proprio la possibilità di intervenire su queste risorse dimostrerebbe che il lavoro dell’esecutivo ha già prodotto un risultato concreto.

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