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Politica 1 min di lettura6 giorni fa

Meloni alza il tono su Mattarella: il nodo del 30% in classe

La discussione sul limite agli alunni stranieri è diventata uno scontro politico aperto dopo le parole di Giorgia Meloni, che ha legato la sua linea a un precedente firmato da Sergio Mattarella quando era ministro dell’Istruzione.

Nel programma Cinque minuti su Rai1, la premier ha insistito sul fatto che la misura avrebbe un obiettivo di equilibrio, non di esclusione.


Il 30% vale solo per chi non parla

Meloni ha chiarito che il tetto del 30% non riguarderà tutti gli studenti stranieri, ma soltanto quelli che non conoscono la lingua italiana. Secondo la presidente del Consiglio, l’applicazione concreta sarebbe quindi limitata a poco più di mille classi. Ha poi sostenuto che un’assegnazione più bilanciata degli alunni servirebbe a evitare la formazione di gruppi separati e a favorire una migliore integrazione.


Il richiamo a Mattarella divide il dibattito

Per difendere la proposta della maggioranza, la premier ha richiamato alcune circolari attribuite a Mattarella durante la sua esperienza da ministro, spiegando che andavano già nella direzione di non concentrare gli studenti stranieri nelle stesse aule. A suo giudizio, anche le parole pronunciate dal capo dello Stato sulla necessità di superare i ghetti non sarebbero in contrasto con il provvedimento. Meloni ha sostenuto che si tratti di una misura di buon senso e ha rifiutato l’idea che il presidente della Repubblica intendesse attaccare l’iniziativa del governo.

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Sul tema del burqa a scuola, la premier ha rilanciato una linea rigorosa, definendo il divieto una questione di sicurezza. Ha ricordato che regole analoghe esistono in diversi Paesi europei e anche in alcune nazioni a maggioranza musulmana. La replica più dura è arrivata da Elly Schlein, che ha accusato Meloni di tirare in ballo Sergio Mattarella in una polemica strumentale, parlando di una provocazione diretta e di una mancanza di senso dello Stato.

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