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Politica 2 min di lettura4 giorni fa

Melania Trump ribalta il tabù: il ricordo del comunismo che sorprende

In un’intervista a Fox News Business, Melania Trump racconta l’infanzia nella Jugoslavia di Tito e parla anche del poco tempo in famiglia alla Casa Bianca.

La first lady ha spiegato che, oggi, trovare spazio per una cena insieme non è semplice: il marito rientra tardi e gli impegni lasciano poco margine alla vita privata. Melania Trump ha raccontato che il tempo da condividere con Donald si è ridotto e che questo pesa sul nucleo familiare.


La famiglia e le giornate alla Casa Bianca

Nel corso della stessa intervista, Melania ha descritto una routine segnata da orari lunghi e da una presenza sempre più frammentata. «Mio marito lavora fino alle 21.30», ha detto, sottolineando che organizzarsi diventa complicato.

Ha aggiunto che i momenti da trascorrere insieme si assottigliano e che anche un pasto in comune può trasformarsi in un piccolo problema logistico. Secondo la first lady, proprio per questo la quotidianità familiare ne risente.


L’infanzia nella Jugoslavia di Tito

Il passaggio che ha attirato più attenzione, però, riguarda il suo passato nell’Europa dell’Est. Parlando a Fox News Business, Melania Trump ha detto di essere cresciuta sotto il comunismo senza sentirsi privata di qualcosa di essenziale.

«Sento di aver avuto un'infanzia molto bella e i miei genitori hanno dato alla mia famiglia una vita stupenda», ha affermato, ribadendo un ricordo personale molto positivo. Ha poi chiarito che quel periodo le ha lasciato la consapevolezza di regole e limiti diversi da quelli vissuti negli Stati Uniti.

Nata nel 1970 a Novo Mesto, nell’allora Jugoslavia, ha trascorso lì infanzia e adolescenza. La Slovenia faceva parte delle sei repubbliche della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, guidata per decenni da Josip Broz Tito.

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Alla domanda se quella crescita avesse modificato il suo modo di intendere la libertà, Melania ha risposto in modo netto: «Sì, ci sono alcune cose di cui bisogna essere consapevoli. E stavi attento a quello che facevi». Poi ha osservato: «Non si era liberi come qui negli Stati Uniti oggi. È un'epoca diversa. Ma quando stavo crescendo non lo era».


Il confronto con Donald Trump

Il suo racconto si distacca dalla retorica usata dal marito, che ricorre spesso al termine «comunismo» nei confronti dei democratici. Donald Trump, durante le celebrazioni del 4 luglio, aveva sostenuto: «Il comunismo è perdente e lo sarà sempre», aggiungendo che gli americani non avrebbero permesso a quella che definiva «una minaccia» di «rialzare la testa» negli Stati Uniti.

In altre occasioni aveva accusato il Partito democratico di trasformarsi in un «partito comunista» e aveva definito alcuni esponenti «comunisti irriducibili e senza Dio». A inizio settembre è tornato sull’argomento con un’altra stoccata: «Si definiscono socialisti democratici, ma in realtà sono comunisti».


Dalla fine della Jugoslavia alla cittadinanza americana

Quando Tito morì, nel 1980, Melania aveva dieci anni. Nei periodi successivi aumentarono le tensioni politiche ed economiche nella federazione, fino alla sua dissoluzione progressiva.

La Slovenia votò per la prima volta in elezioni multipartitiche nel 1990 e proclamò l’indipendenza il 25 giugno 1991, quando Melania aveva 20 anni. In seguito si trasferì negli Stati Uniti per lavorare come modella negli anni Novanta e nel 2006 ottenne la cittadinanza americana.

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