8.000Lettori online ora
Politica 2 min di lettura4 giorni fa

Marocco, la coalizione tiene ma il voto lancia un allarme

I tre partiti di governo conservano 228 seggi, mentre la partecipazione crolla e il prossimo esecutivo dovrà gestire le spese per i Mondiali 2030 e il disagio dei giovani.

La maggioranza uscita dalle urne in Marocco resta salda, ma il risultato è accompagnato da un segnale politico rilevante: l’affluenza è scesa al livello più basso dal 2007. Abdelouafi Laftit, ministro dell’Interno, ha comunicato che l’alleanza formata da tre forze di centrodestra mantiene il controllo della Camera dei Rappresentanti.

Il futuro esecutivo dovrà affrontare una fase delicata. Tra le sue priorità ci saranno il completamento del piano da 20 miliardi di dollari legato ai Mondiali 2030, organizzati dal Marocco insieme a Portogallo e Spagna, e misure per contenere il disagio economico e sociale soprattutto tra i giovani.


La maggioranza resiste, ma cambia il primo partito

Il Partito Autenticità e Modernità (Pam) ha conquistato 97 seggi, diventando la principale forza dell’alleanza dopo aver superato il Raggruppamento Nazionale degli Indipendenti (Rni). Quest’ultimo si è fermato a 66 rappresentanti, mentre l’Istiqlal, formazione conservatrice e nazionalista, ne ha ottenuti 65.

Nel complesso, i tre partiti hanno raccolto 228 dei 395 posti disponibili alla Camera. Un risultato nettamente superiore ai 198 seggi necessari per controllare l’assemblea, anche se la scarsa partecipazione riduce il peso politico del consenso ottenuto.


Il re dovrà scegliere il nuovo premier

In Marocco la monarchia costituzionale assegna al sovrano un ruolo centrale nella formazione dell’esecutivo. Il re presiede il Consiglio dei ministri, conserva competenze decisive sulla politica nazionale e internazionale e indica il capo del governo tra gli esponenti del partito più votato: in questo caso il Pam.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Tra i nomi considerati per l’incarico figura Fouzi Lekjaa, dirigente della federazione calcistica marocchina e già ministro con delega al bilancio. Entrato nel Pam poche settimane prima delle elezioni, Lekjaa è accreditato anche del rilancio internazionale della nazionale di calcio. Un’altra possibile candidata è Fatima Ezzahra El Mansouri, attuale leader del partito.


Il Pam punta su lavoro e servizi

Nato nel 2008 per iniziativa di un consigliere del re, il Pam si è affermato come alternativa laica e modernizzatrice al Partito islamista Giustizia e Sviluppo (Pjd). La sua linea politica mira a rafforzare le riforme sociali e a consolidare il ruolo del partito nell’area di governo.

Durante la campagna elettorale, la formazione ha indicato un piano da 350 miliardi di dirham, pari a circa 32 miliardi di euro. L’obiettivo dichiarato è creare 1 milione di occupati e aumentare gli interventi in sanità, scuola e protezione sociale, oltre a sostenere salari più elevati.

Le promesse dovranno misurarsi con un malcontento giovanile già emerso in episodi recenti. Tra questi, la partenza di migranti verso Ceuta, enclave spagnola, a luglio, e le manifestazioni organizzate dalla Generazione Z nell’anno precedente.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere