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Politica 2 min di lettura30 set

Manovra, la mossa di Meloni: oltre 14 miliardi per l’energia

La premier punta a prolungare gli sgravi sul lavoro e destinare la flessibilità europea alla riduzione stabile dei costi per le imprese.

Dal taglio del cuneo fiscale agli incentivi per le nuove assunzioni, il governo rivendica una linea costruita nel tempo e orientata a sostenere lavoratori e imprese. Tra le misure da confermare figura anche la detassazione degli aumenti previsti dai contratti, che l’esecutivo intende inserire nella prossima legge di bilancio.


Gli sgravi al centro della manovra

Giorgia Meloni ha ricordato gli interventi già adottati per alleggerire il carico fiscale sul lavoro e rafforzare la competitività del sistema produttivo. Nel bilancio delle misure figurano la super deduzione al 120% del costo del lavoro per i neoassunti, l’iperammortamento valido fino al 2028, il rifinanziamento della Nuova Sabatini e vari esoneri contributivi destinati a favorire le assunzioni.

La presidente del Consiglio ha inoltre citato la riduzione del cuneo fiscale e il regime agevolato sugli aumenti salariali contrattuali. In un’intervista in collegamento video con Il Gazzettino, Meloni ha spiegato che l’obiettivo resta concentrare le risorse disponibili sulle famiglie più fragili, sui dipendenti e sulle attività produttive.


Una strategia concentrata sulle priorità

Guardando alla prossima manovra, la premier ha escluso un cambio di direzione rispetto al lavoro svolto finora. «Continueremo nella direzione che abbiamo intrapreso fino ad ora», ha affermato, descrivendo una politica basata sull’aggiunta progressiva di interventi coerenti con la stessa impostazione.

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I capitoli indicati dal governo comprendono la tutela dei salari, la difesa del potere d’acquisto, il sostegno alle aziende, la protezione delle famiglie, la natalità e la sanità. Meloni ha sostenuto che, nonostante i margini finanziari limitati, l’esecutivo abbia cercato di privilegiare gli ambiti considerati più urgenti.


Energia, la leva europea

Una parte rilevante del prossimo intervento dovrebbe riguardare il costo dell’energia per le imprese. L’Italia ha ottenuto dall’Unione europea una maggiore flessibilità per affrontare le conseguenze della crisi energetica: la disponibilità complessiva, secondo Meloni, supera i 14 miliardi di euro nell’arco di due anni.

La presidente del Consiglio ha indicato proprio l’uso di queste risorse come uno dei nodi principali su cui il governo sta lavorando. «Vogliamo utilizzare particolarmente» questa flessibilità per ridurre in modo strutturale i prezzi dell’energia destinata alle attività produttive, considerate dalla premier una priorità assoluta.

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