Malagò e la candidatura sotto esame: cosa ha detto su Galliani
Il presidente della FIGC torna sulla vicenda della regolarità del tesseramento e invita a separare il confronto sportivo dalle questioni esterne al campo.
La regolarità della candidatura di Giovanni Malagò continua a essere al centro del dibattito. Il presidente della FIGC è intervenuto nuovamente sul caso durante la presentazione di “Chi c’è c’è”, progetto pensato per coinvolgere i bambini nelle piazze raggiunte dalla Nazionale durante le sue partite.
Il caso resta aperto fuori dal campo
Malagò ha lasciato intendere di considerare ormai chiara la posizione espressa sul tesseramento. A suo giudizio, molti rappresentanti dei media e altri soggetti interessati hanno già manifestato con precisione le proprie aspettative sulla vicenda.
Il dirigente ha anche ribadito il proprio disappunto per una situazione che, nella sua lettura, rischia di allontanarsi dai temi propri dello sport. Ha parlato di una vicenda capace di lasciare amarezza, proprio perché legata a dinamiche che con il calcio avrebbero poco a che fare.
Nessun confronto con Buonfiglio in partita
Sul possibile chiarimento con Buonfiglio, Malagò ha spiegato di avere già reso pubblica la propria posizione. Non ritiene invece che una partita sia il momento adatto per affrontare il tema: in quel contesto, ha osservato, l’attenzione dovrebbe concentrarsi esclusivamente sul calcio.
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La vicinanza istituzionale durante gli incontri, con il presidente del Coni e il ministro dello Sport, è stata descritta come del tutto normale. Il fatto di condividere la tribuna, dunque, non viene presentato come il segnale di un confronto in corso sulla questione.
Galliani non è stato contattato
A proposito di Adriano Galliani, Malagò ha chiarito di non aver avuto conversazioni recenti con lui sul caso. Ha però sottolineato il rapporto positivo che li lega e ha aggiunto: “i consigli sono sempre ben accetti, non solo da parte di Adriano”.
Nel corso dell’iniziativa il presidente della FIGC ha indicato anche una priorità per il movimento: “Dobbiamo ritrovare l’entusiasmo dei giovani”. Il coinvolgimento dei più piccoli attraverso “Chi c’è c’è” si inserisce proprio in questo obiettivo, con attività nelle piazze delle città toccate dalla Nazionale.
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