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Politica 2 min di lettura23 min fa

Libera chiede un presidente Anac competente e indipendente

Dopo il ritiro di Nuccio Altieri, l’associazione richiama i dati sulle inchieste nei primi mesi del 2026.

Libera ha chiesto che il prossimo presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione venga scelto per competenza e autonomia, dopo il passo indietro dell’ex deputato leghista Nuccio Altieri. La decisione del governo sulla nuova nomina arriva dopo i dubbi emersi sulla compatibilità dell’incarico con la sua posizione.

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I dati sulle inchieste

L’associazione presieduta da don Luigi Ciotti ha censito 38 inchieste sulla corruzione nei primi mesi del 2026, con 386 persone indagate, tra cui 14 politici: sindaci, consiglieri regionali e comunali e assessori. La rilevazione riguarda il periodo compreso tra il 1° gennaio e il 1° giugno 2026 e raccoglie i casi emersi attraverso notizie di stampa.

La Sicilia è la regione con il numero più alto di indagati: 107 persone, distribuite in 9 inchieste condotte da 3 procure. Seguono il Lazio, con 85 indagati, 9 procedimenti e 3 procure coinvolte, e la Campania, che conta 65 persone indagate in 6 inchieste condotte da 2 procure. In Puglia gli indagati sono 48, ma la regione registra il numero più elevato di politici coinvolti, pari a 7.


La richiesta sul nuovo vertice

Per Libera, l’Anac non può essere considerata una posizione da assegnare secondo equilibri tra partiti. «La scelta del presidente è cruciale, non può essere trattata come una semplice casella partitica», ha affermato l’associazione, ricordando che l’Autorità controlla appalti, conflitti di interesse e trasparenza delle decisioni pubbliche.

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La nomina, secondo l’organizzazione, deve rispettare i requisiti previsti dalla legge: preparazione effettiva, indipendenza e assenza di vincoli legati alla fedeltà politica. Libera ha avvertito che un’eventuale lottizzazione dell’Autorità avrebbe conseguenze sui cittadini, dai servizi meno efficienti agli appalti irregolari, fino alla perdita di fiducia nelle istituzioni e alla crescita dei rischi per i bilanci pubblici.


I rischi sulle grandi opere

L’associazione ha collegato i dati raccolti alla necessità di mantenere autonomo l’organismo di vigilanza. Da tre anni, ha aggiunto, l’Italia arretra nelle classifiche internazionali sulla percezione della corruzione, segnale che il fenomeno viene considerato sistemico e non limitato a episodi isolati.

Libera ha inoltre segnalato i possibili interessi concentrati attorno alle grandi opere, al rinnovo delle concessioni e ai progetti finanziati con miliardi di euro pubblici. In questi ambiti, ha sostenuto, servono accesso alle informazioni, responsabilità dei decisori, protezione per chi segnala illeciti e piena autonomia degli organi di controllo.

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