8.000Lettori online ora
Politica 2 min di lettura4 ore fa

Leopolda, Renzi alza il muro: «Niente garanzie» nel campo largo

Il leader di Italia Viva sfida Conte, mentre dalla kermesse fiorentina arrivano segnali sulla corsa a Milano e sul futuro delle primarie

Matteo Renzi non intende concedere a Giuseppe Conte il ruolo di arbitro della coalizione. Dal palco della Leopolda, il leader di Italia Viva ha respinto l’idea di dover offrire garanzie al campo largo e ha indicato un metodo preciso per regolare i rapporti tra le forze politiche: un accordo vincolante sui compiti di ciascuno.

La manifestazione fiorentina è arrivata al secondo giorno con circa 2.000 partecipanti, tra i quali 600-700 giovani. Nel corso della kermesse sono emersi anche i primi elementi della sfida per Milano, insieme al confronto interno al centrosinistra sulle modalità di scelta del candidato.


Renzi sfida Conte sulle regole

Il punto centrale dell’intervento di Renzi riguarda gli equilibri nel cosiddetto campo largo. Rivolgendosi indirettamente a Conte, ha sostenuto che non spetti a Italia Viva fornire garanzie preventive e ha proposto invece «un contratto alla tedesca a stabilire chi fa cosa in coalizione».

Secondo il leader renziano, il mancato rispetto degli accordi avrebbe una conseguenza politica molto pesante: «consegnare il Quirinale a Giorgia Meloni». Il richiamo al Colle è servito così a sottolineare la necessità di una disciplina comune e di impegni chiari tra gli alleati.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Milano riapre il confronto nel centrosinistra

La Leopolda ha offerto spazio anche alla partita milanese. La candidatura a sindaco è stata rilanciata nel corso dell’iniziativa, mentre Giorgio Gori, esponente del Partito Democratico, ha ribadito la richiesta di primarie aperte per individuare il candidato.

Sul tavolo è finito inoltre il tema della sicurezza. L’aspirante sindaco di Milano, intervenendo alla kermesse, ha criticato l’impostazione della sinistra su questo argomento e ha messo in discussione l’atteggiamento definito «maestrino», sintetizzato nello slogan «No alla sinistra maestrina».

Il confronto resta quindi aperto su due piani: da una parte le condizioni per costruire un’alleanza nazionale, dall’altra il metodo e i contenuti con cui affrontare la competizione amministrativa milanese.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere