Leopolda, la sfida di Calabresi e il caso Fedez: cosa è successo
Renzi indica Mario Calabresi per Milano, mentre il rapper attacca il disegno di legge sull’antisemitismo e difende il suo programma
Il passaggio al Tajanometro, il bersaglio ironico dedicato ad Antonio Tajani, ha chiuso la giornata di Fedez alla Leopolda. Il rapper è stato sottoposto al giudizio del cartonato che valuta l’affidabilità in base alla lunghezza della gonna e, secondo il racconto scherzoso di Matteo Renzi, non avrebbe superato la prova: «Visto come si veste abbiamo deciso che non è affidabile».
Fedez difende il suo podcast
Nel confronto con Ivan Grieco, Fedez ha respinto anche le accuse rivolte al Pulp Podcast, trasmesso sulle piattaforme in streaming. A suo giudizio, il clamore suscitato dalla partecipazione di Giorgia Meloni non sarebbe stato accompagnato da un contraddittorio particolarmente incisivo durante altre interviste televisive.
Il rapper ha inoltre contestato l’etichetta di programma caotico che gli viene attribuita con frequenza. La sua replica è stata netta: chi lo descrive in quel modo, ha sostenuto, spesso non avrebbe mai seguito una puntata intera.
Lo scontro sull’antisemitismo
Sul palco, Fedez ha poi criticato senza attenuazioni il disegno di legge sull’antisemitismo, provocando reazioni diverse tra gli spettatori: agli applausi si sono alternati diversi brusii. Ha messo in discussione l’idea che non si possa dissentire dalle posizioni di Liliana Segre senza trasformare ogni critica in un’offesa personale.
Renzi non è intervenuto direttamente dopo quelle parole. In mattinata, tuttavia, aveva ribadito la propria posizione a favore della senatrice a vita: «Siamo sempre con Liliana Segre, senza se e senza ma».
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Calabresi guarda a Milano
A tenere banco nella seconda giornata è stato anche Mario Calabresi, che Renzi ha indicato come possibile candidato per la guida di Milano. L’ex presidente del Consiglio ha detto di considerarlo una figura adatta al ruolo, rilanciando così un’ipotesi politica già emersa nel dibattito sul futuro della città.
Parlando con Lisa Noja, consigliera regionale lombarda, Calabresi ha descritto Milano come una realtà ormai capace di competere con le grandi capitali europee, ma ha sottolineato il prezzo sociale di questa trasformazione. Secondo il giornalista, una parte dei residenti è rimasta esclusa dai benefici della crescita, soprattutto a causa dell’aumento degli affitti, dei prezzi delle abitazioni e del costo complessivo della vita.
La sinistra ascolti le paure
Calabresi ha chiesto alla sinistra di abbandonare un atteggiamento percepito come professorale nei confronti degli elettori. «Non mi piace una cosa, quella di essere un po’ maestrini», ha affermato durante l’incontro, sostenendo che ai problemi nuovi della città servano risposte altrettanto nuove.
Tra i temi da affrontare ha inserito anche la sicurezza. Se i cittadini dichiarano di avere paura, ha spiegato, la politica deve prendere sul serio quella percezione invece di liquidarla come frutto di incomprensione o di scarsa consapevolezza. La sua posizione è arrivata dopo una giornata in cui alla Leopolda si era già discusso del rapporto tra amministratori, territorio e consenso.
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