Legge elettorale, la maggioranza supera il primo test segreto: i numeri
La Camera ha bocciato le obiezioni di incostituzionalità avanzate dalle opposizioni, mentre Tajani esclude defezioni nel centrodestra sul voto finale.
Antonio Tajani non vede crepe nella maggioranza in vista del prossimo scrutinio segreto sulla legge elettorale. Dopo il voto alla Camera, il vicepremier ha mostrato sicurezza sulla tenuta del centrodestra e ha escluso il rischio di sorprese interne.
Tajani allontana il rischio di defezioni
Interpellato dai giornalisti al termine della seduta, il ministro degli Esteri ha ridimensionato l'ipotesi di franchi tiratori: «Temo i franchi tiratori? Ma per carità...». Secondo Tajani, l'esito della votazione odierna dimostra che i gruppi della maggioranza hanno mantenuto una posizione comune.
Il segretario nazionale di Forza Italia ha inoltre sostenuto che il risultato fosse facilmente prevedibile sulla base della composizione dell'Aula. «Il risultato è talmente ovvio, i numeri sono chiari...», ha affermato, riferendosi alla possibilità che il centrodestra resti compatto anche quando si dovrà esaminare il testo conclusivo.
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La Camera respinge le pregiudiziali
Il passaggio parlamentare si è chiuso con la bocciatura delle pregiudiziali di costituzionalità depositate dai partiti di opposizione contro la legge elettorale. La votazione, svolta a scrutinio segreto, ha registrato 229 voti contrari e 151 favorevoli.
Il voto rappresenta il primo banco di prova in Aula per il provvedimento sul piano della tenuta parlamentare, soprattutto perché il ricorso al voto segreto può rendere meno visibili eventuali dissensi. Tajani, tuttavia, ha escluso che questo scenario possa mettere in difficoltà la maggioranza al momento del voto finale.
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