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Politica 1 min di lettura1 ora fa

Legge elettorale, la fiducia spacca la Camera: cosa succede ora

Il governo incassa due voti favorevoli sugli articoli 1 e 2, mentre le opposizioni denunciano dubbi costituzionali e accuse di interesse di parte.

Le opposizioni contestano duramente la scelta del governo di intervenire sulle regole del voto a fine legislatura. Al centro delle critiche ci sono il ricorso alla fiducia, il possibile ridimensionamento delle preferenze e un premio di maggioranza ritenuto eccessivo.


L’opposizione attacca il testo

Nicola Fratoianni, leader di Avs, ha parlato di possibili profili di «incostituzionalità» e ha auspicato che nel prosieguo dell’iter parlamentare emergano divisioni all’interno della maggioranza. Secondo Fratoianni, modificare la legge elettorale in questa fase sarebbe una scelta contestabile, mentre la data delle elezioni non dovrebbe trasformarsi in materia di negoziazione politica.

Critiche analoghe sono arrivate da Simona Bonafè, vicepresidente vicaria del gruppo del Pd. A suo giudizio, il governo punta a riscrivere le regole per un interesse di parte e per il timore di dover affrontare un centrosinistra unito. Bonafè sostiene inoltre che la riforma finisca per ridurre il valore delle preferenze e preveda un premio di maggioranza sproporzionato.

La rappresentante dem ha richiamato anche le perplessità di carattere costituzionale espresse dagli esperti ascoltati in Commissione. Per il Pd, la decisione dell’esecutivo di porre la fiducia sarebbe inoltre la conferma di una maggioranza attraversata da contrasti interni.

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La Camera vota due articoli

Nonostante le proteste, Montecitorio ha approvato la fiducia richiesta dal governo sull’articolo 2 della nuova legge elettorale. I voti favorevoli sono stati 227, quelli contrari 149; gli astenuti sono stati 3.

Nel corso della stessa giornata era arrivato anche il via libera alla fiducia sull’articolo 1. In quel caso, su 376 deputati presenti, i sì sono stati 226, i no 147 e gli astenuti 3.

L’esame del provvedimento riprenderà mercoledì mattina alle 9. La seduta inizierà con le dichiarazioni di voto sulla fiducia chiesta dall’esecutivo per l’articolo 3, il passaggio successivo della riforma.

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