Bartolozzi, la partita decisiva in Consulta: cosa può succedere
La Corte costituzionale deve stabilire se per l’ex capo di gabinetto di Nordio fosse necessaria l’autorizzazione parlamentare prima dell’interrogatorio
Il procedimento penale contro Giusi Bartolozzi resta congelato mentre la Corte costituzionale valuta il conflitto sollevato dalla Camera. Al centro c’è la scelta dei magistrati romani di non chiedere l’autorizzazione a procedere per l’ex capo di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio, indagata per false informazioni ai pm nell’inchiesta sul caso Almasri.
La questione è arrivata alla fase decisiva dopo l’udienza pubblica svolta questa mattina a Palazzo della Consulta. I giudici costituzionali, che nei mesi scorsi avevano ritenuto ammissibile il ricorso, dovranno ora pronunciarsi sul merito; il verdetto potrebbe essere reso noto nelle prossime settimane.
La Camera insiste sulle garanzie
Per i deputati, Bartolozzi avrebbe dovuto essere coinvolta nella richiesta di autorizzazione insieme alle altre posizioni legate ai reati ministeriali. La tesi è stata illustrata in udienza da Vittorio Manes, legale incaricato di rappresentare la Camera, secondo cui il ruolo svolto dalla dirigente nel ministero non sarebbe stato meramente esecutivo.
Manes ha sottolineato che Bartolozzi avrebbe preso parte direttamente alle valutazioni e alle decisioni sulla vicenda. A suo avviso, l’assenza di una contestazione per concorso nei reati ministeriali ha prodotto un effetto concreto: l’ex capo di gabinetto è stata ascoltata dai pm senza le garanzie riconosciute a una persona coindagata, compresa la possibilità di non rispondere.
Nel ricorso la Camera formula anche una richiesta subordinata. Chiede infatti che la Consulta valuti la legittimità della disciplina sulle autorizzazioni, nella parte in cui non considera le condotte di soggetti esterni al governo quando risultino strettamente collegate a un reato attribuito a un ministro e possano incidere sul corretto esercizio della funzione governativa.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
La Procura contesta il ricorso
La Procura di Roma sostiene una posizione opposta e considera il conflitto inammissibile. La sua memoria è stata illustrata durante l’udienza dal vicepresidente della Corte, Luca Antonini, mentre i rappresentanti dell’ufficio giudiziario romano non erano presenti in aula.
Secondo i magistrati, il ricorso non può essere accolto nella parte relativa alla mancata iscrizione di Bartolozzi per concorso in reati ministeriali. Da qui la conclusione che non vi sarebbe stata alcuna lesione delle prerogative della Camera: per la Procura, dunque, non esiste il presupposto per un intervento della Corte costituzionale.
L’inchiesta resta in attesa
La vicenda nasce dall’indagine sulla gestione del caso del generale libico Almasri, arrestato a Torino e successivamente liberato e trasferito a Tripoli su un volo dei servizi segreti. Bartolozzi è accusata di avere fornito false informazioni ai pubblici ministeri nell’ambito degli accertamenti.
Fino alla decisione della Consulta, il processo a suo carico rimane sospeso. Il pronunciamento stabilirà se le autorità giudiziarie avrebbero dovuto chiedere l’autorizzazione parlamentare e quali effetti potrà avere la risposta sul procedimento ancora pendente.
Continua a leggere
Legge elettorale, il voto finale si avvicina: oggi 227 sì alla fiducia
La Camera ha dato il via libera anche all’articolo 2, mentre il calendario prevede per domani un nuovo passaggio e giovedì la decisione conclusiva.
Vannacci-Cerno, la Rai boccia l’affondo: «Parole inaccettabili
Il generale torna a parlare dell’orientamento sessuale del direttore del Giornale, ma il consiglio di amministrazione difende i principi del servizio pubblico.
Vannacci-Cerno, scontro sulla tv: il nodo delle fasce protette
Il leader di Futuro Nazionale replica al direttore de Il Giornale e difende regole identiche per tutti nella programmazione destinata ai minori.
Legge elettorale, la fiducia spacca la Camera: cosa succede ora
Il governo incassa due voti favorevoli sugli articoli 1 e 2, mentre le opposizioni denunciano dubbi costituzionali e accuse di interesse di parte.