Lega, Salvini resta al comando: il voto che ridisegna il partito
Il congresso straordinario conferma il leader fino al 2030, mentre il confronto con Garavaglia riporta al centro consenso, squadra e linea politica
La seconda giornata del congresso della Lega, ospitata all’Allianz MiCo di Milano, è partita con quasi un’ora di ritardo a causa di alcuni inconvenienti tecnici. Lorenzo Fontana, alla guida dell’assemblea, ha sdrammatizzato così: «L’intelligenza artificiale evidentemente tanto intelligente ancora non è, abbiamo margini per sopravvivere».
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Giorgetti chiede una squadra più forte
Dal palco, Giancarlo Giorgetti ha invitato il partito a non ignorare le difficoltà elettorali. Secondo il ministro, la Lega deve migliorare e recuperare soprattutto nei territori dove un tempo raggiungeva percentuali molto più alte.
Il punto indicato da Giorgetti riguarda la composizione del gruppo dirigente: a suo avviso, dovrebbero avere maggiore spazio le persone capaci di dimostrare concretamente, nelle proprie zone, di saper costruire consenso. «Facciamo salire in squadra quelli che hanno dimostrato sul territorio di riuscire a produrre consenso», ha detto ai delegati.
Il voto conferma Salvini
Al termine dello scrutinio riservato ai 706 delegati aventi diritto, Matteo Salvini ha ottenuto 465 preferenze. Massimo Garavaglia si è fermato a 146 voti, un risultato che consegna a Salvini il quarto mandato alla guida della Lega.
Il segretario resterà in carica per altri quattro anni, fino al 2030. La proclamazione è stata accolta da un lungo boato della platea; poco dopo, lo stesso Garavaglia ha raggiunto Salvini sul palco per abbracciarlo, dopo essere stato ringraziato pubblicamente dal leader.
Garavaglia punta sulla crescita
Nel suo intervento, Garavaglia ha spiegato di essersi candidato con l’obiettivo di cambiare direzione e rilanciare un partito che, secondo i dati richiamati al congresso, alle elezioni ha raccolto l’8,8% senza riuscire poi ad aumentare il proprio peso.
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L’ex ministro ha anche escluso conseguenze punitive in caso di vittoria, assicurando che non ci sarebbero state ritorsioni o esclusioni interne. Ha inoltre indicato tra le figure di riferimento da valorizzare Zaia, Durigon, Giorgetti e lo stesso Salvini.
La linea politica di Salvini
Nel suo discorso, Salvini ha sostenuto che il congresso gli avrebbe affidato il compito di portare in Consiglio dei ministri una posizione netta sull’Ucraina. Rivolgendosi ai delegati, ha chiesto un sostegno esplicito alla sua contrarietà all’invio di nuovi finanziamenti a Kiev.
Il leader leghista ha poi riconosciuto come un errore l’ingresso nel governo Draghi insieme al Pd, assumendosi la responsabilità di quella scelta e ribadendo che non dovrebbe ripetersi. Ha anche replicato al tema dei rapporti con il mondo produttivo del Nord, osservando che gli apprezzamenti rivolti alla Lega devono tradursi anche in voti per il partito.
Un nuovo simbolo senza il nome
Salvini ha infine annunciato l’intenzione di proporre un simbolo rinnovato. La grafica dovrebbe mantenere la scritta Lega nella parte superiore, l’Alberto da Giussano al centro e la dicitura gialla «Italia federale» in basso.
Nel nuovo emblema non comparirebbe il nome del segretario. L’obiettivo dichiarato è racchiudere, attraverso il simbolo, la storia già percorsa dal partito, la fase attuale e il progetto per gli anni a venire.
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