Lega, il 25% di Garavaglia apre una crepa: «Ora lavoriamo insieme»
La sfida a Salvini raccoglie un consenso significativo senza una struttura organizzata, mentre il senatore rivendica la presenza di sensibilità diverse nel partito.
Il risultato ottenuto da Massimo Garavaglia nella corsa alla segreteria della Lega consegna a Matteo Salvini una sfida interna tutt’altro che irrilevante. Il senatore ha raccolto circa il 25% dei voti, pur avendo affrontato la competizione senza una propria organizzazione.
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Un quarto dei voti senza apparato
Garavaglia ha definito positivo il consenso raggiunto al termine della votazione, sottolineando di essersi mosso autonomamente e senza una macchina organizzativa alle spalle. La sua lettura è quindi quella di una candidatura capace di ottenere un risultato rilevante anche in condizioni di partenza meno strutturate.
«È un risultato buono, stiamo circa sul 25%, è molto positivo anche considerando che io non ho un’organizzazione, quindi ho fatto tutto da solo e alla luce del sole», ha dichiarato il senatore leghista dopo l’esito del voto al MiCo di Milano.
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La sfida non diventa una scissione
Alla domanda se quel risultato rappresenti la nascita di una corrente o un’alternativa stabile al segretario, Garavaglia ha escluso l’idea di una contrapposizione destinata a trasformarsi in una rottura. La sua candidatura, ha spiegato, puntava piuttosto a dare spazio alle diverse sensibilità presenti nella Lega.
Il senatore ha confermato la disponibilità a proseguire il lavoro comune, ma ha anche invitato a non ignorare il messaggio emerso dalle urne. «Dopodiché si lavora tutti insieme. Però negare l’evidenza non fa bene a nessuno», ha detto, indicando nella valorizzazione del vivaio una possibile direzione per il partito.
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