Lega, firme incrociate: Garavaglia sfida e Romeo rischia
La corsa al congresso si intreccia con la possibile sostituzione del capogruppo leghista al Senato, mentre per Milano il nome del candidato è atteso a novembre.
La partita interna alla Lega passa da due raccolte di firme che procedono in parallelo. Da una parte c’è la candidatura di Massimo Garavaglia al congresso previsto il prossimo fine settimana; dall’altra, una sottoscrizione già predisposta per rimuovere Massimiliano Romeo dalla guida del gruppo a Palazzo Madama.
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Il congresso apre il fronte interno
La candidatura di Garavaglia rappresenta il primo snodo della contesa. Le adesioni necessarie dovranno essere raccolte in vista dell’appuntamento congressuale, ma il loro significato va oltre la semplice formalizzazione della sfida.
Le due iniziative risultano infatti strettamente collegate. Il confronto sul futuro della Lega si riflette così anche sugli equilibri parlamentari, con Romeo finito nel mirino dei senatori più vicini a Matteo Salvini.
Romeo sotto pressione al Senato
Le firme per cambiare il capogruppo sarebbero già disponibili. L’obiettivo indicato è sostituire Romeo dopo il congresso, trasformando l’esito della riunione interna in una possibile resa dei conti a Palazzo Madama.
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Lo stato maggiore del partito, secondo quanto emerge dal quadro politico, non avrebbe previsto l’ampiezza della mobilitazione. Il testo disponibile si interrompe proprio nel passaggio in cui vengono illustrate le conseguenze di questa iniziativa.
Milano resta una partita aperta
Sul piano delle amministrative, il nome del candidato per Milano non è ancora stato indicato. Ignazio La Russa ha riferito che la scelta dovrebbe arrivare a novembre, mantenendo aperto il confronto sul profilo da schierare.
La questione milanese si colloca quindi su un binario distinto rispetto alla tensione interna al Senato, ma contribuisce al calendario politico dei prossimi mesi della Lega.
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