Kiev, gli alleati frenano Salvini e discutono il voto
Crosetto conferma il sostegno all’Ucraina, mentre nella maggioranza restano aperti i nodi su elezioni e candidatura a Milano
Le parole di Matteo Salvini sull’Ucraina hanno riacceso le tensioni nella maggioranza e aperto un confronto anche sulla durata della legislatura.
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Il nodo delle elezioni
L’ipotesi di votare già a fine maggio sarebbe stata esaminata dai leader del centrodestra e, secondo alcune ricostruzioni, avrebbe ricevuto un consenso di massima. Tuttavia, il richiamo di Salvini alla necessità di arrivare alla scadenza naturale della legislatura rischia di complicare l’intesa.
Un altro punto ancora irrisolto riguarda Milano. Lega e Forza Italia stanno cercando di ottenere la candidatura per Palazzo Marino e dovranno arrivare a una scelta in tempi brevi, senza che al momento sia stato raggiunto un accordo.
Gli aiuti militari a Kiev
Già in mattinata Antonio Tajani aveva ribadito che il prossimo invio di armamenti all’Ucraina è pronto e sarà effettuato quanto prima. Il tredicesimo pacchetto viene indicato da settimane come imminente, ma Guido Crosetto non avrebbe ancora richiesto al Copasir l’audizione necessaria prima della spedizione.
L’esame dovrebbe arrivare entro la fine del 2026, secondo esponenti vicini a Giorgia Meloni. Il decreto che autorizza il sostegno scadrà infatti alla fine dell’anno e dovrà essere rinnovato se i tentativi di negoziato tra Russia e Ucraina, sostenuti dagli Stati Uniti, non produrranno risultati. Nella maggioranza si guarda anche alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, considerate collegate agli sviluppi diplomatici.
La posizione del governo
Da Parigi, dove partecipava alla riunione dei ministri della Difesa del formato E5, Crosetto ha escluso cambiamenti nella linea italiana. Il ministro ha spiegato che l’assistenza a Kiev «non è un aiuto a una terza nazione, ma un aiuto al nostro futuro, alla nostra sicurezza», richiamando il rischio che la guerra rappresenta per l’Europa.
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Il titolare della Difesa ha ricordato che l’impegno a sostenere l’Ucraina è stato assunto dall’Italia in sede internazionale, europea e Nato. La stessa posizione era stata espressa da Meloni pochi giorni prima in Parlamento e, negli ambienti di governo, viene considerata invariata da quattro anni.
Le parole di Salvini
Il leader della Lega, appena riconfermato, aveva sostenuto dal congresso che la politica italiana su Kiev non dovesse essere modificata. Aveva inoltre rivendicato per gli alleati un ruolo paritario e chiesto di proseguire fino alla conclusione naturale della legislatura.
La linea non rappresenta una novità assoluta, ma finora il partito aveva votato i provvedimenti destinati a sostenere l’Ucraina. La collocazione degli interventi, pronunciati davanti alla platea del congresso, avrebbe irritato Meloni, impegnata in quelle ore soprattutto sulla legge di bilancio.
In serata la presidente del Consiglio si è comunque congratulata pubblicamente con Salvini, auspicando di continuare a collaborare «con responsabilità». Le opposizioni hanno contestato la posizione della premier: Carlo Calenda le ha chiesto di scegliere tra il sostegno a Kiev e l’alleanza con il leader leghista.
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