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Kiev colpita al cuore: un morto, nuovi raid e la partita dei Patriot

Un attacco di droni ha incendiato la sede dell’Accademia delle Scienze nella capitale, mentre Mosca intensifica i raid e si muovono anche Polonia e Unione europea.

Il centro di Kiev è stato nuovamente colpito da un drone russo: l’impatto ha provocato un incendio nella sede dell’Accademia Nazionale delle Scienze dell’Ucraina, nel distretto di Shevchenkivskyi. Vitali Klitschko ha riferito di una vittima e di tre persone ferite; tra i feriti ci sarebbero anche persone colpite in altri attacchi nella capitale. Un ulteriore velivolo, secondo il corrispondente ucraino del Financial Times, avrebbe raggiunto un centro medico del centro cittadino, dove sarebbero stati segnalati altri feriti.


La notte dei 165 droni

L’incursione pomeridiana è arrivata dopo una lunga offensiva russa contro Kiev e altre aree dell’Ucraina. L’Aeronautica militare ucraina sostiene che siano stati lanciati 165 droni, compresi Shahed, Gerbera e apparecchi a reazione: 112 sarebbero stati distrutti o resi innocui entro le 7 del mattino. Le autorità hanno comunque registrato impatti in 14 località e la caduta di frammenti in altre sette.

Il bilancio più pesante è stato segnalato nella regione della capitale, con almeno tre morti e otto feriti. Nel distretto di Bucha sono stati danneggiati una casa, un mercato e alcuni veicoli. A Kharkiv, invece, un edificio residenziale di Saltivka è stato colpito durante l’attacco: i feriti sono saliti a 28, tra cui nove bambini. Mosca afferma di avere colpito anche centri dati, impianti energetici, strutture dell’aeroporto militare di Vasylkiv e obiettivi logistici nelle regioni di Kiev e Odessa, oltre a un cargo nel porto di Chornomorsk e infrastrutture del cantiere navale di Izmail. Queste rivendicazioni non hanno ricevuto verifiche indipendenti.


Trump chiede una pausa sui raid

Sul piano politico, Donald Trump ha raccontato a Fox News di avere sollecitato ancora una volta Volodymyr Zelensky a limitare le operazioni ucraine contro le raffinerie russe. Il presidente statunitense sostiene che il leader ucraino abbia lasciato intendere una possibile riduzione degli attacchi.

Da Kiev, tuttavia, una fonte citata dal Kyiv Independent ha ridimensionato l’ipotesi di un’intesa già raggiunta. L’Ucraina sarebbe disposta a fermare le azioni contro gli impianti energetici russi soltanto se Mosca accettasse una sospensione reciproca dei bombardamenti sulle infrastrutture dello stesso tipo.


Kiev rivendica progressi nel Donetsk

Mentre la capitale resta sotto pressione, il Terzo Corpo d’armata ucraino ha annunciato avanzate nel nord della regione di Donetsk. Durante la terza fase dell’operazione «Vivaldi», nell’area di Lyman, le forze di Kiev affermano di avere recuperato 51 chilometri quadrati, liberato Nove, Ridkodub e Katerynivka e ripreso il controllo di Karpivka e Novomykhailivka.

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Il comandante Andriy Biletsky ha inoltre dichiarato che più di 250 militari russi sarebbero stati catturati e che le perdite russe nella stessa fase avrebbero raggiunto circa 2 mila uomini. I numeri forniti dal comando ucraino non sono stati verificati da fonti indipendenti.


Varsavia rafforza il sostegno militare

La Polonia valuta di mettere a disposizione il proprio territorio per una fabbrica di missili Patriot destinati all’Ucraina. La viceministra della Difesa Magdalena Sobkowiak-Czarnecka ha spiegato che il progetto potrebbe partire se gli Stati Uniti concedessero a Kiev l’autorizzazione alla produzione; Varsavia considera il proprio territorio più protetto rispetto a quello ucraino.

Il governo polacco prepara inoltre nuove regole per reagire alle intrusioni di velivoli stranieri. Caccia ed elicotteri potrebbero intervenire anche senza un riconoscimento visivo preliminare, quando radar e altri elementi raccolti indicassero una minaccia. Il viceministro della Difesa Cezary Tomczyk prevede l’entrata in vigore delle procedure nei prossimi giorni.


L’allarme europeo sui sabotaggi

A Bruxelles, durante il confronto tra i ministri della Difesa dell’Unione europea, Kaja Kallas ha avvertito che le informazioni d’intelligence indicherebbero la preparazione di nuovi sabotaggi russi contro le democrazie europee. L’obiettivo, secondo l’Alta rappresentante Ue, sarebbe alimentare divisioni e timori nei Paesi che sostengono l’Ucraina.

Tra le proposte sul tavolo c’è un protocollo comune per affrontare le azioni ibride che restano sotto la soglia dell’aggressione armata. Il piano dovrebbe chiarire come coordinare Commissione europea, Stati membri e Servizio europeo per l’azione esterna, oltre a individuare gli strumenti utilizzabili nei diversi livelli di crisi.

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