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Politica 3 min di lettura23 set

Ingegneri, Perrini rilancia Trieste: la frontiera diventa sfida 5.0

Al congresso nazionale il presidente degli ingegneri lega il ruolo di Trieste ai grandi cambiamenti tecnologici e mette in fila i nodi su IA, incentivi, energia e riforma degli ordini.

Il Consiglio nazionale degli ingegneri non vuole solo difendere prerogative già acquisite: punta a esercitare un ruolo più ampio nell’interesse collettivo. Perrini ha spiegato che l’obiettivo è chiedere al decisore pubblico spazi di azione più estesi, così da contribuire alle scelte su tecnologie, lavoro e territorio.


Trieste come punto di svolta

Nel suo intervento al 70° Congresso nazionale di categoria, aperto oggi a Trieste, Angelo Domenico Perrini ha descritto la città come una frontiera da attraversare e non da presidiare. La scelta del capoluogo giuliano, ha osservato, non è casuale: il suo porto è il più profondo del Mediterraneo e funziona da snodo verso l’Europa centrale e orientale.

Per il presidente, qui il confine non separa ma collega. Trieste, ha aggiunto, mette in relazione il sistema produttivo del Nordest, i corridoi Ten-T e le rotte provenienti da Mar Nero e Mediterraneo, trasformando la propria posizione in un vantaggio per il Paese.


La Società 5.0 al centro

La cornice del congresso 2026 è stata individuata nella Società 5.0, modello in cui la tecnologia deve restare al servizio delle persone. Perrini ha insistito su un’idea di innovazione capace di migliorare inclusione, sicurezza, sostenibilità e qualità della vita, senza inseguire soltanto l’efficienza dei processi.

In questo quadro entrano anche dati, ICT e intelligenza artificiale: non come semplice archivio di informazioni, ma come strumenti per produrre soluzioni utili alla collettività. Il digitale, secondo il presidente, deve diventare una leva per rendere più vivibile e sostenibile l’ambiente in cui si vive.


L’IA complica il quadro

Rispetto alla definizione originaria del modello, risalente al 2016, la crescita rapidissima dell’IA ha aperto nuove criticità. Perrini ha avvertito che servono regole e limiti chiari per evitare che l’uso di questi strumenti finisca fuori dal perimetro dell’interesse comune.

Tra le questioni più delicate ha collocato anche la capacità degli ingegneri di leggere la complessità del presente e di governare rischi e opportunità legati alle tecnologie emergenti. Per questo, ha spiegato, il Consiglio nazionale e gli Ordini territoriali vogliono presentarsi non solo come soggetti di rappresentanza, ma come interlocutori in grado di offrire proposte alle istituzioni.

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Le cinque criticità indicate

Perrini ha poi elencato cinque nodi aperti. Il primo riguarda la governance dell’intelligenza artificiale: secondo il presidente, esiste il pericolo che pochi soggetti con accesso ai dati e alla potenza di calcolo orientino lavoro, consumi ed economia, in contrasto con una tecnologia realmente umanocentrica.

Il secondo punto tocca gli incentivi alle imprese per digitalizzazione e risparmio energetico. I programmi avviati con Industria 4.0 nel 2016 e proseguiti con Transizione 5.0 hanno sostenuto la modernizzazione produttiva, ma soffrono di burocrazia, sovrapposizioni normative e tempi troppo brevi per programmare gli investimenti.

Terzo tema: sicurezza energetica, recupero sostenibile del patrimonio edilizio e tutela del territorio. Perrini ha sostenuto che l’Italia ha bisogno di interventi di ampia portata e di una visione più sistemica, campo in cui l’ingegneria può avere un peso tecnico-politico rilevante.

Il quarto elemento riguarda la proposta di 'Riforma della disciplina degli ordinamenti professionali', partita dal disegno di legge delega A.S. 1663 e ora all’esame della Camera come A.C. 3068. Per Perrini, quella sede può rafforzare il sistema ordinistico, valorizzare le specializzazioni e aggiornare le regole sulle forme associative, comprese le società tra professionisti.

Chiude il quadro il quinto punto: il rafforzamento del ruolo degli ordini, che secondo il presidente garantisce il rispetto di regole deontologiche utili a costruire una società fondata su tecnologie rispettose delle persone e su un ambiente di vita più sicuro e sostenibile.

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