Ingegneri, la sfida ora è governare l’IA: cinque nodi sul tavolo
Il Consiglio nazionale degli ingegneri punta a presentarsi come interlocutore diretto delle istituzioni, non soltanto come organismo di rappresentanza.
Perrini ha spiegato che la categoria vuole assumersi più responsabilità nell’interesse collettivo e contribuire a orientare le scelte pubbliche sui temi più delicati.
Non solo tutela, ma proposte
Nel suo intervento, il presidente ha insistito sul fatto che gli ingegneri non chiedono nuovi privilegi, bensì un ruolo più forte nella definizione delle soluzioni. La linea indicata è quella di un sistema ordinistico capace di avanzare proposte su innovazione, lavoro, territorio e sicurezza energetica.
L’IA cambia le priorità
Secondo Perrini, una delle questioni più urgenti riguarda il governo delle tecnologie legate all’intelligenza artificiale. Ha avvertito che dati e capacità di calcolo concentrati in poche mani possono incidere sul mercato del lavoro, sulle scelte dei consumatori e sugli equilibri economici, rendendo necessario fissare limiti chiari in norme vincolanti.
Il presidente ha poi collegato questa prospettiva alla Società 5.0, modello che mette la tecnologia al servizio delle persone e non dell’efficienza fine a sé stessa. In questa visione rientrano sicurezza dei lavoratori, sostenibilità ambientale, economica e sociale, oltre alla capacità di trasformare le difficoltà in occasioni di sviluppo.
Le leve per imprese e territori
Tra le altre criticità indicate ci sono gli incentivi alle aziende per digitalizzazione ed efficienza energetica, insieme alle politiche su sicurezza energetica, recupero del patrimonio edilizio e tutela del territorio. Perrini ha ricordato che strumenti come Industria 4.0 e Transizione 5.0 hanno sostenuto la modernizzazione produttiva, ma hanno anche mostrato limiti legati alla burocrazia e alla durata troppo breve delle misure.
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L’ultimo passaggio riguarda la riforma degli ordinamenti professionali, oggi al centro del confronto parlamentare con il disegno di legge delega A.S. 1663, passato alla Camera come A.C. 3068. Per il Consiglio nazionale degli ingegneri si tratta di un’occasione per rafforzare specializzazioni e forme di aggregazione, aggiornando il quadro in cui operano i professionisti.
Trieste come luogo simbolico
L’occasione è il 70° Congresso nazionale di categoria, aperto oggi a Trieste, città che Perrini ha descritto come una frontiera capace di trasformare il confine in valore. Il porto, ha osservato, è il più profondo del Mediterraneo e rappresenta una porta naturale verso i mercati dell’Europa Centrale e Orientale.
Per questo, ha spiegato, il capoluogo giuliano non viene considerato una periferia da difendere, ma un punto di connessione tra Nordest, corridoi Ten-T e rotte che arrivano da Mar Nero e Mediterraneo. In questo quadro, la parola “frontiera” non indica separazione: per gli ingegneri significa anche ponte logistico, scientifico e commerciale.
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