Ingegneri, la sfida è l'IA: Perrini chiede più responsabilità
A Trieste il congresso degli ingegneri mette al centro tecnologia umanocentrica, regole per l’intelligenza artificiale e un rafforzamento del ruolo ordinistico nel Paese.
Il Consiglio nazionale degli ingegneri non punta a ottenere nuove garanzie per la categoria, ma a vedersi riconoscere un peso maggiore nell’interesse collettivo. Perrini ha spiegato che l’obiettivo è offrire al decisore pubblico proposte e strumenti per affrontare temi complessi, dal governo delle tecnologie alla tutela del lavoro, fino alla sicurezza energetica.
La riforma che può cambiare il mestiere
Tra i punti su cui la categoria vuole intervenire c’è anche la proposta di riforma degli ordinamenti professionali, avviata con il disegno di legge delega A.S. 1663 e oggi all’esame della Camera come A.C. 3068. Per Perrini, quel passaggio può servire a rendere più moderno il quadro in cui operano i professionisti, rafforzando specializzazioni e forme associative, in particolare le società tra professionisti.
L'IA è la variabile più delicata
Il nodo più urgente, però, riguarda la governance delle tecnologie legate all’intelligenza artificiale. Secondo il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, il rischio è che pochi soggetti con grandi quantità di dati e forte capacità di calcolo possano influenzare mercato del lavoro, consumi e dinamiche economiche, allontanando la tecnologia dall’idea di centralità della persona.
Lo stesso Perrini ha ricordato che la rapidissima diffusione dell’IA ha reso più complesso il modello di Società 5.0, formalizzato intorno al 2016: per restare fedele a quel paradigma, ha osservato, servono regole chiare e limiti precisi, così da mantenere l’innovazione a beneficio della comunità.
Incentivi, energia e territori sotto pressione
Un altro fronte indicato riguarda gli strumenti per le imprese, dai sostegni alla digitalizzazione ai programmi di efficientamento energetico. Industria 4.0 e Transizione 5.0 hanno sostenuto la modernizzazione del sistema produttivo, ma restano appesantiti da burocrazia, sovrapposizioni normative e orizzonti temporali troppo brevi per programmare gli investimenti.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Alla stessa logica si lega il capitolo su sicurezza energetica, recupero del patrimonio edilizio e difesa del territorio. Perrini ha insistito sulla necessità di una visione organica, perché l’Italia, a suo dire, continua a muoversi spesso in emergenza; in questo scenario, l’ingegneria può incidere con un ruolo tecnico e politico rilevante.
Trieste al centro del discorso
Tutto questo è stato rilanciato a Trieste, dove si è aperto il 70° Congresso nazionale della categoria. Perrini ha definito la città una frontiera tecnologica, energetica e digitale più che un semplice confine geografico, sottolineando il valore strategico del suo porto, indicato come il più profondo del Mediterraneo e snodo naturale verso l’Europa centrale e orientale.
Nel suo intervento ha anche richiamato il titolo scelto per l’appuntamento, “Nuove frontiere, nuove responsabilità”, sostenendo che gli ingegneri siano chiamati a confrontarsi con un contesto tecnico, normativo e sociale sempre più complesso. In questa prospettiva, ha spiegato che il congresso nazionale 2026 individua nella capacità di partecipare alla Società 5.0 la sfida centrale per professionisti e sistema ordinistico.
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