Incentivi Entrate e Dogane, sindacati alla carica: Leo ora è il nodo
Dopo il primo confronto tecnico al Mef, le sigle chiedono un passaggio politico per rivedere la quota del 75% affidata alle Agenzie fiscali.
La partita sugli incentivi del personale delle Agenzie fiscali si sposta sul piano politico. Dopo il vertice tecnico al dipartimento delle Finanze, i sindacati hanno chiesto di coinvolgere Maurizio Leo per riaprire il confronto sulla norma della manovra 2026 che cambia il modo in cui vengono assegnate le risorse aggiuntive.
Nel mirino c’è soprattutto la parte del provvedimento che attribuisce alle Agenzie la gestione diretta della gran parte dei fondi, senza passare dalla contrattazione. Per Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fp, Confsal/Unsa e Flp serve invece una revisione del meccanismo; una posizione condivisa, con sfumature proprie, anche da Confintesa Fp.
Il punto contestato nella manovra
La misura inserita nella legge di Bilancio 2026 prevede fondi aggiuntivi per il personale delle Agenzie fiscali quando vengono raggiunti obiettivi di gettito oltre quelli fissati nelle convenzioni con il Mef. Ma, secondo quanto contestano le sigle, il 75% di queste risorse verrebbe poi distribuito unilateralmente dalle amministrazioni, senza un passaggio negoziale.
Nella nota comune, i sindacati sostengono che questo schema sottrae spazio alla contrattazione su una materia che, nelle Agenzie, ha sempre avuto criteri selettivi e articolati. Da qui la richiesta di rimettere mano alla norma, aprendo un confronto diretto con il viceministro dell’Economia.
Il vertice tecnico e il nuovo passaggio politico
Il primo confronto si è tenuto mercoledì 23 settembre al dipartimento delle Finanze ed è stato definito dalle organizzazioni come un passaggio interlocutorio. Giovanni Spalletta, secondo il resoconto sindacale, ha chiarito che la riunione aveva carattere soprattutto tecnico e che la partecipazione delle parti sociali sarebbe stata solo consultiva, prima dell’eventuale decreto delle Agenzie.
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Nonostante l’esito giudicato deludente, le sigle dicono di non voler chiudere la strada del dialogo. Per questo hanno chiesto che le loro osservazioni vengano riferite a Leo e che venga convocato rapidamente un incontro politico, prima di arrivare a nuove iniziative sindacali.
La delegazione datoriale, sempre stando alla nota, ha definito “comprensibili e interessanti” le posizioni dei sindacati e ha assicurato che saranno trasmesse al viceministro. Anche per questo, al momento, il confronto viene considerato ancora aperto.
Anche Confintesa Fp alza la pressione
Alla richiesta unitaria si aggiunge una presa di posizione autonoma del coordinamento Entrate di Confintesa Fp. Anche questa sigla chiede risorse separate e una tutela piena della contrattazione, segnalando che il tema non riguarda solo la ripartizione dei fondi ma anche il peso che le rappresentanze dei lavoratori avranno nelle scelte future.
Il fronte sindacale, insomma, punta a spostare il baricentro della discussione dal tavolo tecnico a quello politico. E il nome attorno a cui si concentra ora l’attesa è proprio quello di Maurizio Leo.
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