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Politica 3 min di lettura3 giorni fa

Il centrosinistra cerca il capo nel posto sbagliato: la carta Gualtieri

Mentre Schlein e Conte si contendono la guida dell’alleanza, il sindaco di Roma offre un profilo amministrativo che potrebbe parlare a un elettorato più ampio

La sfida interna tra Elly Schlein e Giuseppe Conte rischia di lasciare il centrosinistra senza una direzione condivisa in vista delle elezioni politiche del 2027. Entrambi puntano alla candidatura per Palazzo Chigi, ma il confronto sulla leadership non sembra produrre un progetto comune. Nel frattempo, una possibile alternativa potrebbe arrivare dall’amministrazione di Roma.


Gualtieri è la carta ancora inesplorata

Roberto Gualtieri ha alle spalle esperienze diverse: è stato ministro dell’Economia, europarlamentare e professore, prima di diventare sindaco della Capitale. Il suo profilo combina conoscenza delle istituzioni europee, dimestichezza con i conti pubblici e pratica quotidiana di governo locale.

Da quando è arrivato in Campidoglio, la città non è certo diventata un modello di efficienza internazionale. Tuttavia, rispetto a una fase in cui molte attività apparivano bloccate, oggi sono visibili nuovi cantieri, autobus entrati in servizio, l’avanzamento della Metro C e la realizzazione di parchi. Anche sul fronte delle case popolari, secondo il quadro tracciato dall’amministrazione, qualcosa ha iniziato a muoversi.


La sinistra resta prigioniera dei duelli

Il problema del campo largo non riguarda soltanto la scelta del candidato, ma il modo in cui i partiti affrontano ogni tentativo di aggregazione. Elly Schlein guida il Partito democratico e difficilmente potrebbe accettare senza riserve una leadership esterna; Giuseppe Conte controlla il Movimento 5 Stelle, che nei sondaggi viene indicato con dieci punti in meno rispetto al Pd, e può già contare sull’esperienza di due governi politicamente diversi.

A ogni riunione, il centrosinistra sembra così tornare alla disputa su chi debba dettare l’agenda, seguita da prese di posizione pubbliche contro l’alleato di turno. Le primarie, in questo clima, rischierebbero di trasformarsi in un nuovo scontro. Anche Avs, terza componente dell’alleanza, avrebbe interesse a cercare una soluzione diversa, dopo aver preso atto che dalla contrapposizione tra Schlein e Conte difficilmente nascerà un risultato utile.


Meloni parte da un vantaggio concreto

Giorgia Meloni governa da oltre quattro anni e, nonostante i conflitti tra i partiti della maggioranza, il centrodestra ritrova una posizione comune quando si tratta di votare in Parlamento. La debolezza di Matteo Salvini non ha finora cancellato la tenuta complessiva della coalizione.

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Per contendere il governo alla destra, il centrosinistra dovrebbe quindi concentrarsi sulla credibilità del volto da proporre agli elettori, oltre che sulla riforma della legge elettorale, destinata comunque a incidere molto sul percorso. Il confronto sui temi, comprese le armi all’Ucraina, non basterebbe da solo a colmare l’assenza di una leadership riconoscibile.


Un federatore fuori dai riflettori

Negli ultimi tempi il nome di Silvia Salis è stato rilanciato come possibile figura di raccordo. Sindaca di Genova ed ex atleta olimpica nel lancio del martello, Salis ha ricevuto attenzione mediatica e sostegno politico da Matteo Renzi, ma ha preso le distanze dall’ipotesi. Il suo caso mostra quanto rapidamente, nel centrosinistra, una candidatura possa diventare anche un’operazione di comunicazione.

Gualtieri, invece, continua a dire di voler restare alla guida di Roma. La sua esperienza nella Capitale, che dispone di un bilancio da 11,3 miliardi, gli consente però di presentarsi come amministratore di una struttura molto più complessa di una corrente di partito. Il sindaco ha inoltre incontrato a New York Zohran Mamdani, suo omologo socialista della Grande Mela e critico di Netanyahu.

Il suo profilo potrebbe risultare compatibile anche con sensibilità socialiste europee e con una parte di Avs. La domanda, allora, è se il campo largo continuerà a cercare il proprio federatore tra chi aspira apertamente a quel ruolo o se guarderà a chi ha già dimostrato di saper governare una metropoli. Roberto Gualtieri, per ora, resta concentrato sul Campidoglio: proprio per questo potrebbe essere la figura che gli altri stanno sottovalutando.

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