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Politica 3 min di lettura1 ora fa

Governo convoca i sindacati, la protesta sulla manovra continua

Scuola e polizia annunciano proteste, mentre la maggioranza discute pensioni, sanità, fisco e spese militari

Il governo ha convocato i sindacati a Palazzo Chigi per il 13 novembre, ma la protesta contro la manovra prosegue. Il calendario prevede già iniziative della scuola l’11 novembre e uno sciopero della Cgil il 20.

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La protesta di scuola e polizia

La mobilitazione più vicina riguarda il comparto dell’istruzione. Cisl, Uil, Snals e Anief hanno indetto una manifestazione per l’11 novembre; il 16 sono previste assemblee negli istituti, mentre il 20 la Flc Cgil porterà in piazza anche il personale di università e ricerca.

Secondo la Cgil, nel giro di tre anni il sistema scolastico rischia di perdere oltre 14mila posti tra docenti e personale Ata. I sindacati contestano l’idea di ridurre gli organici per effetto del calo delle nascite. Lega e Forza Italia hanno mostrato apertura verso una revisione della misura, mentre Fratelli d’Italia mantiene una posizione più prudente.

Anche il personale della pubblica sicurezza prepara una possibile mobilitazione. Il Siulp accusa l’esecutivo di non aver mantenuto l’impegno sulla previdenza dedicata e il segretario Felice Romano ha avvertito: «Stavolta nelle piazze manifesteranno i poliziotti».

Forza Italia sta seguendo il dossier con il sottosegretario alla Difesa Matteo Perego e il senatore Maurizio Gasparri. Il 12 novembre è previsto un incontro con le organizzazioni sindacali. La soluzione allo studio avrebbe un costo stimato in 48 milioni di euro l’anno e potrebbe coinvolgere anche il personale militare, con riflessi sul bilancio integrato della Difesa.


Pensioni, divisioni nella maggioranza

La proposta leghista di consentire l’uscita dal lavoro a 64 anni continua a dividere il centrodestra. In Lombardia Guido Bertolaso, assessore al Welfare, ha sostenuto che quelle risorse dovrebbero essere destinate agli ospedali e ha commentato: «Credo che oggi a 64 anni non ci voglia più andare nessuno in pensione, io ne sono un esempio».

La Lega lombarda ha reagito chiedendo a Bertolaso di concentrarsi sul funzionamento della sanità regionale prima di intervenire sul tema previdenziale. Nel frattempo, la Ragioneria generale dello Stato sta valutando una proposta per la previdenza riservata agli operatori in uniforme, dopo le richieste avanzate da Forza Italia e accolte con interesse anche da Fratelli d’Italia.

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Gli esponenti vicini al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti cercano di contenere le tensioni e difendono il lavoro del titolare del dicastero, sottoposto a richieste provenienti da più settori. Forza Italia ha inoltre chiesto di modificare la tassazione applicata ai grandi patrimoni trasferiti all’estero, limitandola agli aumenti di valore maturati in Italia e proteggendo i trasferimenti verso altri Paesi dell’Unione europea.


Sanità e costruzioni chiedono più risorse

Sul fronte delle opere pubbliche, l’Ance segnala l’assenza di stanziamenti per compensare l’aumento dei costi dei materiali. L’associazione contesta anche la distribuzione in dieci anni degli ultimi crediti legati al Superbonus.

La sanità regionale resta uno dei nodi più delicati. Per il 2027 le Regioni avevano chiesto 6,5 miliardi aggiuntivi, mentre la manovra assegna 2,4 miliardi oltre al miliardo già inserito nei programmi di spesa.

Francesco Rocca, presidente del Lazio espressione del centrodestra, ha riconosciuto la limitatezza delle risorse e ha chiesto maggiore flessibilità. Il governatore ha però rinviato la valutazione conclusiva al termine dell’iter parlamentare.


Difesa, le critiche dell’opposizione

Un altro terreno di confronto riguarda gli stanziamenti militari. Secondo Milex, nel 2027 la spesa per la difesa oltrepasserà per la prima volta quota 40 miliardi, con 17,2 miliardi destinati agli armamenti. Nel biennio, inoltre, 865 milioni saranno indirizzati a infrastrutture della Nato e forze di pronto intervento.

Angelo Bonelli ha definito la manovra «da cestinare», accusando il governo di privilegiare le armi rispetto al diritto alla salute. Elly Schlein ha condiviso la critica, mentre Giuseppe Conte ha sostenuto che per le guerre vengono reperite somme ingenti, a differenza di quanto accade per i «progetti di vita».

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