Giorgetti rilancia il taglio Irpef: la manovra parte da qui
Alla Camera il ministro dell’Economia difende i conti, cita il miglioramento delle stime Ocse e indica nel ceto medio il primo terreno d’intervento della prossima legge di bilancio.
La prossima manovra economica prende forma attorno a un obiettivo preciso: alleggerire il carico fiscale sul ceto medio. Giancarlo Giorgetti, intervenendo al question time alla Camera, ha collegato questa scelta alla tenuta dei conti pubblici e ai numeri aggiornati sulla crescita, respingendo le critiche sui dati richiamati dall’Istat.
Nel suo intervento il titolare del MEF ha anche difeso la traiettoria dei conti, sostenendo che le previsioni del governo restano coerenti con l’andamento reale dell’economia. Ha poi richiamato le nuove stime dell’Ocse, lette come un segnale favorevole rispetto al quadro iniziale.
I conti e le stime che cambiano il
Sul fronte macroeconomico, Giorgetti ha rivendicato la scelta prudente fatta in precedenza dall’esecutivo. Ha ricordato che il governo aveva indicato per quest’anno una crescita dello 0,6%, mentre l’Ocse è passata dallo 0,5% allo 0,9%.
Secondo il ministro, questo aggiornamento dimostra che l’Italia non è affatto in fondo alla classifica europea. Ha inoltre osservato che diversi Paesi si trovano in condizioni peggiori, in un contesto internazionale definito molto difficile.
Il titolare dell’Economia ha anche contestato l’idea che i dati Istat raccontino un fallimento della linea seguita finora. «Abbiamo preso atto dei dati Istat, abbiamo fallito? Siamo assolutamente in linea con il preventivato», ha detto, aggiungendo che un’uscita anticipata dalla procedura di infrazione europea sarebbe stata utile al Paese, non all’esecutivo.
Debito, Superbonus e priorità fiscali
Ampio spazio è stato dedicato anche al debito pubblico. Rispondendo a Italia Viva, Giorgetti ha invitato a considerare il peso delle rate di cassa legate al Superbonus, una voce che a suo giudizio altera il quadro complessivo.
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Ha indicato cifre precise: 18 miliardi nel 2023, 39 miliardi nel 2024, 40 miliardi nel 2025, 42 miliardi nel 2006 e 26 miliardi l’anno prossimo. Depurando il dato da questa componente, il rapporto debito/Pil passerebbe dal 138% del 2022 al 132% del 2025, ha spiegato il ministro.
Giorgetti ha rivendicato anche il mantenimento della rotta sui conti pubblici, sostenendo che il percorso di riduzione del debito stia continuando. Ha poi definito la fase attuale «estremamente complicata», ma ha assicurato che il comportamento del governo resta allineato alle proprie previsioni e rappresenta, a suo dire, un riferimento nel quadro europeo.
La mossa su Irpef e tempi della manovra
Sul capitolo fiscale, la priorità indicata resta la riduzione delle imposte sui redditi medi. Il ministro ha confermato la volontà di intervenire sull’aliquota del 43%, precisando che il governo intende valutare estensione dello scaglione, platea dei beneficiari e decorrenza delle misure.
Ha definito questo intervento una delle finalità principali della prossima legge di bilancio. In parallelo, ha ricordato che prima servirà aggiornare il quadro di finanza pubblica, tenendo conto di tassi di interesse e prezzi delle materie prime, due fattori che hanno modificato le prospettive dei conti.
Per la definizione politica delle scelte, Giorgetti ha indicato l’inizio di ottobre come momento in cui dovrebbero chiarirsi le intenzioni del governo. A quel punto, ha aggiunto, si arriverà alla sintesi finale sulle linee d’intervento.
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