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Politica 2 min di lettura25 set

Gasolio, il pieno rincara: cosa cambia dal 26 settembre

Lo sconto fiscale sul diesel verrà ridotto fino al 5 ottobre, con un aggravio stimato di oltre 3 euro per ogni rifornimento.

Per chi utilizza un’auto diesel, il prossimo rifornimento potrebbe costare di più già da sabato 26 settembre 2026. La riduzione dello sconto sulle accise farà aumentare il prezzo effettivo del gasolio, mentre il Governo ha fissato solo per l’8 ottobre il confronto con le aziende della raffinazione.

Il tema riguarda una parte consistente degli automobilisti italiani: nonostante il calo delle immatricolazioni, sulle strade del Paese circolano circa 16,6 milioni di vetture alimentate a gasolio, pari al 40,9% del parco auto complessivo.


Il rincaro scatta già domani

Attualmente il beneficio fiscale applicato al diesel vale 12,2 centesimi al litro, Iva inclusa. In base all’ultimo decreto legge su accise e bollo auto, però, dal 26 settembre e fino al 5 ottobre l’agevolazione verrà portata a 6,1 centesimi.

Il Codacons stima che il cambiamento comporterà un esborso aggiuntivo di 3,05 euro per ciascun pieno. L’associazione ha avvertito che il rifornimento di gasolio “arriverà a costare 3 euro in più su strade e autostrade”, a prescindere dalle eventuali variazioni dei listini praticati dai distributori.

L’effetto complessivo delle misure entrate in vigore dal 18 settembre sarebbe ancora più pesante: secondo il Codacons, rispetto alla situazione precedente l’aumento raggiungerebbe 5,45 euro a pieno. Dal 6 ottobre, inoltre, terminerà lo sconto fisso e sarà introdotto il sistema delle accise mobili.


Quanto costa oggi il carburante

I dati dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti indicano per la rete stradale una media self service di 2,154 euro al litro per la benzina e di 2,338 euro per il diesel. Entrambi i valori risultano invariati rispetto alla giornata precedente.

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Sulle autostrade, invece, il prezzo medio della benzina in modalità self è pari a 2,247 euro al litro, contro i 2,245 euro del giorno prima. Il gasolio raggiunge 2,421 euro al litro, in lieve aumento rispetto ai 2,419 euro rilevati in precedenza.

La futura riduzione dello sconto si aggiungerà quindi a prezzi già elevati, senza che il provvedimento stabilisca quale sarà l’eventuale andamento delle quotazioni alla pompa nei prossimi giorni.


Il Governo convoca la filiera

Per cercare di contenere le conseguenze dello scenario internazionale sull’approvvigionamento nazionale, il ministro delle Imprese Adolfo Urso e il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto hanno convocato per giovedì 8 ottobre le principali realtà della raffinazione e della produzione di derivati.

Al tavolo sono attesi Unem, Sonatrach Socar-IP, Iplom, KPI, Alma Petroli, Ludoil/Isab, Eni, Saras e Innovhub. L’incontro servirà a valutare possibili interventi sull’offerta: l’obiettivo indicato dal Governo è capire come incrementare la produzione dei prodotti più importanti e attenuare gli effetti delle difficoltà internazionali.

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