Gasolio e benzina, la mossa Eni: scatta il tetto ai prezzi
Il nuovo limite sui carburanti Enilive partirà il 28 settembre e potrà restare attivo fino alla conclusione dell’anno.
Nel quadro delle iniziative annunciate da Eni a sostegno del mercato italiano rientrano anche gli investimenti nelle bioraffinerie di Venezia e Gela, insieme alla trasformazione del sito di Livorno e agli interventi in altri impianti nazionali. La società collega queste attività alla tutela dell’occupazione, dell’ambiente e della capacità produttiva, con particolare attenzione ai carburanti sostenibili.
L’azienda presenta il provvedimento come un ulteriore intervento a favore di famiglie, imprese e clienti della rete. Eni ricorda inoltre di aver già limitato, dallo scorso marzo, l’impatto dei rincari internazionali sui prezzi consigliati presso i propri distributori, assorbendone una parte.
Il mercato spinge i prezzi verso l’alto
Secondo la ricostruzione della società, le tensioni geopolitiche hanno ridotto la disponibilità internazionale di prodotti raffinati. A questo si aggiunge la diminuzione della capacità europea di lavorazione: negli ultimi 15 anni avrebbero chiuso quasi 30 raffinerie, con effetti sui costi sostenuti da consumatori e aziende italiane.
Eni lega il nuovo intervento anche all’agevolazione fiscale sulle accise attualmente in vigore. La misura riguarda i carburanti venduti attraverso Enilive e viene presentata come una risposta alla fase di forte pressione sui prezzi.
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Quando entrerà in vigore il price cap
Il limite massimo sarà applicato dal 28 settembre. La durata iniziale è fissata in 30 giorni, ma l’operazione potrà essere prolungata fino alla fine dell’anno, tenendo conto dell’evoluzione delle quotazioni e della situazione degli approvvigionamenti.
Il prezzo non potrà superare 2,19 euro al litro per il gasolio e 1,99 euro al litro per la benzina. Rispetto alle medie attuali, il differenziale indicato da Eni è di circa 17 centesimi al litro.
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