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Politica 3 min di lettura3 giorni fa

Foto ritoccata a Siracusano, Occhiuto accusa: «Vannacci ha già perso

Il caso della scollatura alterata con l’intelligenza artificiale provoca la reazione della sottosegretaria e una raffica di critiche dal centrodestra

«Chi ha bisogno di ritoccare con un software il corpo di una donna ha già perso, prima ancora di cominciare». Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vicesegretario nazionale di Forza Italia, interviene così sul caso della fotografia manipolata di Matilde Siracusano, condivisa da Roberto Vannacci nel clima della campagna per le elezioni suppletive di Reggio Calabria.


Occhiuto e Carfagna contro Vannacci

Occhiuto invita Vannacci a misurarsi con Forza Italia e con la sottosegretaria sui programmi, sulle esigenze del territorio e sulle prospettive del Paese. A suo giudizio, l’episodio non rappresenta il centrodestra nel quale si riconosce e nemmeno quello che, secondo lui, gli italiani considerano tale.

Anche Mara Carfagna, segretario di Noi moderati, interpreta la pubblicazione come un attacco rivolto indirettamente al governatore calabrese attraverso la sua compagna. La deputata parla di un atto di bullismo sessista e sostiene che la vicenda abbia fatto emergere con chiarezza la concezione delle donne e del confronto politico attribuita a Vannacci e al suo partito.

Carfagna definisce inaccettabile l’immagine femminile che, a suo dire, viene proposta dal generale. Alla sottosegretaria esprime solidarietà e annuncia il proprio impegno contro una visione considerata umiliante e arretrata.


Siracusano valuta una denuncia

Matilde Siracusano, deputata di Forza Italia e sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento, racconta di avere già affrontato attacchi sessisti, ma considera questo episodio particolarmente grave. La fotografia, secondo la sua ricostruzione, è stata alterata per accentuare la scollatura e colpirla sul piano personale, invece di aprire un confronto sulla sua attività politica.

«Usare l’intelligenza artificiale per spogliare una donna è uno squallore infinito», afferma Siracusano nelle dichiarazioni all’Adnkronos. La sottosegretaria ritiene ancora più allarmante il fatto che l’autore del gesto sia una persona intenzionata a ricoprire un ruolo di leadership politica e chiede di proteggere soprattutto chi dispone di minori strumenti per reagire a simili aggressioni.

Siracusano nega inoltre di essere mai stata eletta in Calabria o di voler presentare la propria candidatura nella regione. Collega quindi l’attacco al rapporto con Occhiuto e invita Vannacci a discutere di risorse, procedure parlamentari e risultati concreti, anziché ricorrere a contenuti di questo tipo.

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La sottosegretaria sta considerando la possibilità di rivolgersi alla magistratura, anche per richiamare l’attenzione sui rischi di assuefazione a episodi analoghi. A suo avviso, il legislatore deve intervenire ulteriormente sull’uso distorto dell’intelligenza artificiale, perché le norme già introdotte non sembrano sufficienti.


La replica del generale e le altre accuse

Vannacci respinge l’addebito di avere modificato personalmente la fotografia. In un messaggio pubblicato su Facebook sostiene che le accuse vadano indirizzate a chi ha realizzato il contenuto e rimanda al blog che aveva diffuso il post corredato dall’immagine di Siracusano. La sua replica insiste sul carattere personale degli attacchi ricevuti e sul tema della scollatura.

Eugenia Roccella, ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità, legge nell’accaduto una conferma delle posizioni già espresse da Futuro Nazionale sulle donne e sul modo di condurre il confronto politico. Per Roccella, la vicenda mostra disprezzo per le persone e scarsa considerazione della realtà, contraddicendo l’immagine di una «vera destra».

Stefania Craxi, capogruppo di Forza Italia al Senato, esclude invece che l’immagine possa essere ricondotta alla satira o alla critica politica. A suo parere, la modifica dell’abbigliamento e della scollatura costruisce una realtà falsa con l’obiettivo di screditare Siracusano e orientare l’opinione dei cittadini.

Craxi sostiene che il caso riapra il tema delle regole sull’intelligenza artificiale in vista delle prossime competizioni elettorali. La tecnologia, osserva, non dovrebbe diventare uno strumento per deformare i fatti, colpire gli avversari e compromettere il dibattito democratico: la libertà di espressione non può giustificare manipolazione e inganno.

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