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Politica 3 min di lettura4 giorni fa

Forza Italia, il voto in Calabria può riaprire il caso Tajani

Le suppletive diventano il primo banco di prova per gli azzurri, mentre in Piemonte Paolo Zangrillo prepara il passaggio di consegne dopo nove anni

Le suppletive calabresi potrebbero trasformarsi in un test politico per Forza Italia: dopo il risultato, nel partito non si esclude un confronto diretto tra Antonio Tajani e Marina Berlusconi. Intanto, in Piemonte, Paolo Zangrillo si prepara a lasciare la guida regionale degli azzurri.


La sfida calabrese pesa sul partito

Nel fine settimana si vota per assegnare il seggio della Camera lasciato libero da Francesco Cannizzaro, diventato sindaco di Reggio Calabria. Il centrodestra schiera Fabio Roscioli, romano e tesoriere di Forza Italia, mentre Domenico Giannetta corre per Futuro nazionale dopo essere stato candidato da Vannacci.

Negli ambienti azzurri Roscioli viene considerato favorito. Tuttavia, oltre alla vittoria, saranno osservati con attenzione il numero dei consensi e la distanza dal secondo classificato. Proprio dopo l’esito del voto, secondo diverse previsioni interne, potrebbe arrivare un colloquio tra Tajani e Marina Berlusconi.


Zangrillo guarda oltre il Piemonte

La decisione di Zangrillo viene letta da alcuni esponenti del partito come il tentativo di non restare legato alla propria roccaforte regionale. Lasciare il vertice piemontese gli consentirebbe, secondo questa interpretazione, di mantenere maggiore libertà in vista di possibili impegni futuri, comprese le prossime elezioni politiche.

Il ministro della Pubblica amministrazione dovrebbe formalizzare la rinuncia durante il prossimo congresso regionale, che non ha ancora una data. A raccogliere il testimone sarà probabilmente il suo vice Roberto Rosso. Dopo Elisabetta Casellati in Basilicata, Zangrillo è il secondo ministro di Forza Italia a rinunciare alla leadership locale in una regione dove il partito conserva una posizione solida.


Dopo nove anni arriva il passo indietro

Zangrillo ha guidato Forza Italia in Piemonte per 9 anni e ha scelto di interrompere il mandato nel nome della coerenza. La decisione, secondo quanto riferito da persone a lui vicine, non sarebbe stata concordata con Tajani, anche se sarebbe maturata da tempo ed era attesa da una parte degli azzurri.

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Il ministro aveva già sollecitato un ricambio interno, anche attraverso prese di posizione sulla gestione del partito. Tra gli episodi ricordati figurano la sostituzione del capogruppo al Senato prevista a marzo e il confronto pubblico avuto ad agosto con Tajani sulla sburocratizzazione ritenuta non realizzata.


Il nodo della successione a Berlusconi

Parlando del futuro dell’organizzazione, Zangrillo sostiene che il cambiamento debba coinvolgere anche chi ricopre incarichi di vertice: "In una fase di grandi trasformazioni, tutti dobbiamo cambiare. Non basta parlarne - spiega Zangrillo - e chi ha posizioni di leadership deve dare l'esempio". Licia Ronzulli ha espresso una posizione simile, indicando nel rinnovamento la principale prova per Forza Italia e segnalando una fase di consenso sostanzialmente fermo.

Sul ruolo di Tajani, Zangrillo mantiene toni prudenti. Dopo la scomparsa di Silvio Berlusconi, considera il segretario la figura più adatta a guidare la transizione, grazie anche alla sua esperienza internazionale, pur ritenendo legittimo discutere di nuove leadership. Un esponente del partito descrive invece una formazione attraversata da contrapposizioni tra i sostenitori di Tajani e chi chiede da tempo un ricambio.


La famiglia Berlusconi conferma il sostegno

Nel giorno in cui Malpensa ha assunto la denominazione di aeroporto Silvio Berlusconi, Paolo Zangrillo ha ribadito la fiducia nel segretario, definendolo l’erede diretto del fondatore. Allo stesso tempo, ha sottolineato l’opportunità di affiancare alla guida del movimento una presenza più forte delle generazioni giovani.

Il sostegno della famiglia Berlusconi a Forza Italia, compreso quello finanziario, viene confermato senza riserve. Zangrillo ha respinto come "balle" le indiscrezioni secondo cui un contributo non sarebbe ancora stato versato.

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