Folle fantasma su TikTok: chi crea i finti cortei e perché
Video costruiti con l’intelligenza artificiale simulano proteste mai avvenute e sfruttano temi politici per attirare pubblico, follower e possibili guadagni.
Dietro molte delle manifestazioni mostrate su TikTok potrebbe non esserci una strategia politica, ma la ricerca di visibilità. Un’inchiesta pubblicata il 26 gennaio 2026 da Maldita.es ha individuato centinaia di profili, attivi in diciotto Paesi, che realizzavano cortei artificiali per superare la soglia dei 10mila follower necessaria ad accedere al Creator Rewards Program di TikTok.
Gli account, secondo i ricercatori intervistati da Tech Policy Press, cambiavano spesso argomento senza seguire una linea ideologica riconoscibile. In alcuni casi, inoltre, i profili già cresciuti potevano essere ceduti a soggetti interessati a raggiungere un pubblico selezionato sulla base delle sue preferenze politiche.
Il guadagno passa dai follower
La diffusione di questi filmati non dipende quindi sempre da un intento propagandistico evidente. Il meccanismo può essere più semplice: costruire contenuti capaci di generare reazioni, accumulare seguaci e trasformare successivamente l’attenzione ottenuta in una fonte di ricavo.
I video fanno leva su paure e conflitti già presenti nel dibattito pubblico. Bruna Martins dos Santos, di WITNESS, ha spiegato a Euronews che «le immagini sintetiche si agganciano direttamente ad ansie politiche e risentimenti culturali già esistenti».
Una tecnica già vista in Europa
Il fenomeno era emerso anche prima dei casi più recenti. Alla vigilia delle elezioni federali tedesche del febbraio 2025, Euronews aveva segnalato filmati falsi che rappresentavano enormi cortei a sostegno di Alternative für Deutschland (AfD).
Tra marzo e aprile 2026, il DFRLab ha poi ricostruito in Moldova l’attività di almeno venticinque profili TikTok. I contenuti invitavano a partecipare a proteste contro Maia Sandu e il partito di governo PAS, fissate per il 25 marzo ma mai realizzate; il rapporto ha associato la rete a operazioni d’influenza vicine alla Russia e dirette a indebolire la fiducia nella leadership filoeuropea del Paese.
Un copione analogo è stato rilevato in Polonia. Il governo polacco ha parlato di filmati generati dall’IA, con messaggi di estrema destra e contrari all’Europa, riconducibili secondo le autorità a un’attività coordinata dalla Russia; tra gli elementi citati figuravano anche costruzioni linguistiche riconducibili al russo.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
In Italia cortei mai avvenuti
Nel caso italiano, un profilo TikTok identificato come @giulia.moretti11 aveva pubblicato ad agosto una clip ambientata a Milano. La grafica imitava un notiziario e annunciava una grande mobilitazione, ma quella protesta non si è mai svolta: le immagini erano state generate artificialmente e l’account risulta oggi rimosso o comunque non più disponibile.
Lo stesso schema era stato utilizzato per Roma. Una versione circolata sulla piattaforma mostrava una presunta inviata televisiva e proveniva da @gineva.bellini4, profilo che non risulta più esistente. Anche in questo caso la manifestazione rappresentata era inventata e il filmato è stato ripreso da altri utenti sui social.
Telegiornali e giornaliste inventate
I contenuti assumono spesso l’aspetto di servizi televisivi, con loghi, microfoni e conduttrici creati o alterati dall’intelligenza artificiale. In un filmato in portoghese compariva una giornalista presentata come appartenente a RTP, l’emittente pubblica del Portogallo; contattata da The Cube di Euronews, RTP ha chiarito che quella persona non esiste e che il servizio non era stato trasmesso dall’azienda.
Nel video italiano la testata indicata era “Telegiornale 24”, denominazione che non corrisponde a un canale televisivo nazionale reale e che può ricordare TGCom24. La confezione grafica, unita alla presenza di una presunta reporter e alla rappresentazione di piazze gremite, serve a dare credibilità a scene costruite digitalmente.
La rete di contenuti documentata da The Cube coinvolge diversi Paesi europei, tra cui Portogallo, Francia, Germania, Irlanda e Regno Unito. Alcuni filmati contengono riferimenti diretti alla destra radicale: in quelli in lingua tedesca compaiono messaggi favorevoli ad AfD, mentre altri chiamano in causa André Ventura, esponente di Chega, o Alice Weidel, leader di AfD, sollecitandoli a intervenire sull’immigrazione.
La chiusura ricorrente è un invito a lasciare un commento. Gli algoritmi delle piattaforme possono così aumentare la circolazione dei contenuti più divisivi, soprattutto tra gli utenti che hanno maggiore probabilità di reagire.
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