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Politica 2 min di lettura22 ore fa

Firenze, una targa ricorda il giornalista Dante Nocentini

Nel 1966 fu tra i primi a segnalare la piena dell’Arno e mantenne i collegamenti durante il blackout

A Firenze è stata inaugurata una targa dedicata a Dante Nocentini, il giornalista che il 4 novembre 1966 contribuì a diffondere in Italia l’allarme sull’alluvione. La cerimonia si è svolta in via de’ Pucci, dove all’epoca aveva sede l’agenzia di stampa per cui lavorava.

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La prima segnalazione sulla piena

Nocentini, caporedattore per Toscana e Umbria, seguì l’avanzata dell’acqua durante la notte. Prima dell’alba comunicò che l’Arno aveva superato gli argini nel Valdarno e che la piena si stava dirigendo verso Firenze.

Nel capoluogo il fiume cominciò a invadere le strade poco prima delle 5. Dopo avere osservato per ore il livello dell’acqua lungo i lungarni, il giornalista raggiunse la zona di lungarno Acciaiuoli, davanti alla Biblioteca Nazionale, dove l’Arno stava tracimando. Da lì attraversò le strade già allagate fino alla redazione, in piazza Santa Croce, e trasmise la prima notizia.


Il collegamento durante il blackout

Alle 9.45 l’interruzione dell’elettricità colpì gran parte della città. Anche le linee telefoniche e le apparecchiature per la trasmissione delle notizie smisero di funzionare, costringendo Nocentini a cercare un’alternativa.

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Il giornalista si spostò quindi in piazza San Marco e chiese aiuto al Comando militare della Regione. Attraverso un ponte radio militare riuscì a ristabilire i contatti con Roma e a continuare a inviare aggiornamenti sull’emergenza.


La cerimonia in via de’ Pucci

Alla scopertura della targa hanno partecipato la sindaca Sara Funaro, il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Toscana Giampaolo Marchini e il presidente dell’Assostampa Sandro Bennucci. Erano presenti anche i familiari di Nocentini, scomparso nel 1995, e alcuni ex colleghi.

Tra gli invitati c’era Gino Capacci, allora poligrafico nella sede di Firenze. Rimase intrappolato per tutta la notte nella redazione, dove acqua e fango superarono il metro. Dopo essere rientrato per mettere al sicuro la propria automobile, decise di non abbandonare i locali: aveva con sé alcuni panini e trascorse poi la notte ospite della famiglia che abitava al piano superiore.

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