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Politica 2 min di lettura6 giorni fa

Droni russi in Europa, Guerini frena: serve verificare tutto

Dopo l’indiscrezione rilanciata da El Mundo, il presidente del Copasir invita a non alimentare allarmi e chiede chiarimenti al governo; dai dem arriva la richiesta di una risposta immediata in Parlamento.

L’ipotesi di nuovi attacchi russi con droni in Europa ha subito acceso il dibattito politico, ma Lorenzo Guerini invita a non trasformare subito un’indiscrezione in un fatto acquisito. Il presidente del Copasir ha spiegato che la notizia diffusa da El Mundo va controllata fino in fondo e che, prima di ogni altra cosa, servono verifiche e una presa di posizione del governo.

Guerini, intervenendo a Start su SkyTg24, ha insistito sulla necessità di mantenere toni bassi. Nel suo ragionamento, il contesto resta estremamente teso e la Russia continua a esercitare pressione non solo sul piano militare, ma anche su quello informativo e psicologico.


Guerini chiede prudenza e verifiche

Secondo il presidente del Copasir, la segnalazione rilanciata dal quotidiano spagnolo non può essere trattata come un dato certo senza ulteriori riscontri. «La notizia di questa mattina» sulla presunta preparazione di nuovi attacchi contro Paesi come Spagna, Francia o Italia, ha osservato, «è una notizia giornalistica, quindi va verificata».

Da qui l’appello ad attendere elementi più solidi. Guerini ha parlato di un quadro «molto complesso e molto carico di tensioni» e ha richiamato anche l’azione di Mosca verso i Paesi confinanti, oltre all’effetto della disinformazione sulle opinioni pubbliche europee.

«Invito alla calma e prudenza», ha aggiunto, sottolineando che l’obiettivo, in questo scenario, sarebbe anche quello di testare la capacità di reazione della Nato. Per questo, ha concluso, bisogna restare vigili senza alimentare esasperazioni.

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I dem spingono per una risposta del governo

Sul fronte politico, la reazione del Partito democratico è stata immediata. Filippo Sensi ha chiesto di sapere se si tratti di una notizia infondata oppure se vi sia altro dietro l’allarme circolato nelle ultime ore. Per il senatore, il passaggio decisivo deve avvenire in Parlamento: «Il governo è atteso. Lo aspettiamo prima possibile».

Anche Lia Quartapelle ha sollecitato un chiarimento urgente. La vicepresidente della commissione Esteri della Camera ha domandato se l’informazione sia fondata e quali misure l’esecutivo stia adottando, insieme agli altri partner europei, per fronteggiare eventuali rischi legati ai droni russi.

Più dura la posizione di Carlo Calenda, che ha parlato di uno scenario molto grave, affermando che l’Europa sarebbe «sull’orlo di una guerra». La discussione, intanto, resta aperta tra richiesta di verifiche, prudenza istituzionale e pressione politica per avere risposte rapide.

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