Destra e nucleare, Tarchi: il cambio di rotta spinge Vannacci
Secondo il politologo Marco Tarchi, il riposizionamento della destra su Europa, Stati Uniti e nucleare modifica il confronto interno e favorisce il generale
Il dibattito sul nucleare riapre una questione più ampia: quanto è cambiata la destra italiana rispetto alle posizioni sostenute in passato? Marco Tarchi invita però a non leggere l’attuale orientamento come una semplice inversione di rotta e sostiene che alcune ricostruzioni del passato siano troppo schematiche.
Il nucleare divideva già la destra
Per il politologo, non esisteva una posizione unica nemmeno nel Movimento sociale italiano. L’area legata a Giorgio Almirante guardava con favore all’energia nucleare, mentre i seguaci di Pino Rauti esprimevano un orientamento contrario.
Tarchi contesta quindi l’idea che l’intera destra di un tempo fosse compatta contro il nucleare. A suo giudizio, attribuire al vecchio schieramento una linea uniforme significa trasformare in patrimonio comune opinioni che, in realtà, appartenevano soltanto a una parte del partito.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Le svolte che cambiano gli equilibri
Lo stesso schema, secondo Tarchi, può essere applicato ad altri temi. Nel sottolineare i mutamenti della destra, il politologo richiama anche il cosiddetto antiamericanismo e il rapporto con l’Unione europea, ambiti nei quali Giorgia Meloni avrebbe abbandonato posizioni espresse quando si trovava all’opposizione.
Questo riposizionamento, insieme alle nuove posizioni sul nucleare, incide anche sul confronto interno alla destra e può agevolare Roberto Vannacci. La trasformazione della linea politica della leader di Fratelli d’Italia diventa così uno degli elementi per comprendere gli equilibri tra le diverse sensibilità dello schieramento.
Continua a leggere
Meloni tira il fiato, ma guarda a destra: il nodo Vannacci
Il risultato allontana lo spettro di Futuro nazionale oltre il 15%, ma la maggioranza prepara la sfida sui gruppi parlamentari e sul candidato di Milano.
Regeni, la sentenza rompe il silenzio: “Ora serve giustizia
Dopo la decisione della Corte, Paola e Claudio Regeni chiedono alle istituzioni di trasformare il verdetto in azioni concrete.
Regeni, il verdetto scuote la politica: il governo riferisca in Aula
Dopo il pronunciamento sul caso, le opposizioni chiedono al ministro degli Esteri un’informativa parlamentare mentre Schlein parla dal tribunale.
Giulio Regeni, il tributo mancato alla meglio gioventù
Il richiamo al titolo di Pasolini accosta due friulani diversi, legati dalla stessa curiosità e da una conclusione straziante segnata dalla violenza del potere.