Deficit al 3,1%: Salvini spinge, il governo si divide sul 2027
Il dato Istat non basta per chiudere prima la procedura Ue e nel centrodestra riapre lo scontro su scostamento, tasse e coperture della prossima manovra.
Il margine sperato si è rivelato troppo stretto: il deficit italiano è fermo al 3,1% del Pil e l’uscita anticipata dalla procedura europea sfuma. Per Giancarlo Giorgetti il traguardo resta comunque possibile nel 2027, ma intanto nella maggioranza si riaccende il dibattito su come finanziare la prossima legge di bilancio.
Salvini riapre il fronte dello scostamento
Matteo Salvini ha rilanciato subito la richiesta di risorse aggiuntive, sostenendo che servano 8 miliardi cash a fine anno per saldare i lavori già eseguiti e che occorra uno scostamento di bilancio da miliardi. La replica, però, è arrivata sia da Forza Italia sia da ambienti di FdI, che considerano bassa l’ipotesi di allentare i conti.
Raffaele Nevi ha difeso una linea prudente, richiamando la necessità di tenere sotto controllo la spesa e rimandando alle stesse indicazioni di Giorgetti. Nel frattempo Salvini ha indicato anche banche e gruppi energetici come possibili contributori, mentre gli azzurri hanno aperto a un intervento straordinario sulle compagnie dell’energia ma hanno ribadito che il metodo già usato con gli istituti di credito non può essere replicato identico.
FdI contesta i numeri dell’Istat
Dentro Fratelli d’Italia il malumore non riguarda solo i margini di bilancio, ma anche la lettura dei dati. Francesco Filini ha rilanciato per primo i dubbi sulle stime Istat, poi ripresi da Giorgia Meloni, sostenendo che negli ultimi anni l’istituto avrebbe rivisto al rialzo il Pil e che potrebbe emergere, in seguito, un quadro diverso da quello attuale.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Le tensioni sono aumentate anche perché alcuni esponenti della maggioranza ritengono prematuro aver alimentato l’idea di un’uscita imminente dalla procedura. Toni più fiduciosi sono arrivati da Antonio Tajani e Adolfo Urso: il primo ha parlato di uno 0,1% irrilevante, il secondo ha confermato l’aspettativa di un rientro già dal prossimo anno.
La linea ufficiale resta prudente
Sul versante leghista, Claudio Borghi ha offerto una lettura opposta, dicendo che l’Italia potrebbe anche restare nella procedura come la Francia. Da FdI, invece, la posizione più definita è arrivata da Marco Osnato, che ha rivendicato l’idea di una manovra orientata alle famiglie ma comunque compatibile con la traiettoria di rientro concordata.
In parallelo, tra gli azzurri circolano anche altre ipotesi per trovare coperture, dagli avanzi del Pnrr quantificati in 5 miliardi alla mobilitazione del risparmio privato, fino a una riduzione della spesa pubblica. Per ora, però, l’unico punto fermo è che il 3,1% complica la partita e sposta più avanti la discussione sulla fine della procedura Ue.
Continua a leggere
Sassoli, l’avvertimento di Prodi all’Europa: decidere o indebolirsi
Alla cerimonia di Bruxelles per l’intitolazione di un edificio a David Sassoli, l’ex premier chiede riforme e scelte rapide contro divisioni e veti.
Villa Certosa, l’ultimo saluto a Berlusconi: chi c’è
La famiglia ha riunito amici, collaboratori e figure politiche nella storica residenza sarda, dove sono previste una messa e un pranzo commemorativo.
Grillo riappare a Roma: il pranzo che riapre il filo con Musk
Dopo il ricevimento all’ambasciata cinese, il fondatore del M5S ha incontrato Andrea Stroppa mentre valuta una nuova iniziativa politica
Ucraina, Schlein alza la voce: «La pace non sia una resa
La leader del Partito Democratico invoca un unico interlocutore europeo per sostenere Kiev e impedire negoziati poco trasparenti tra Trump e Putin.