Debito e Superbonus, Giorgetti sotto tiro: il M5s rilancia sugli extraprofitti
Alla Camera il ministro dell’Economia difende i conti pubblici, ma tra Italia Viva e Movimento 5 stelle arrivano accuse sul Superbonus e sulla mancata stretta agli extraprofitti.
Il nodo che ha acceso lo scontro alla Camera non è solo il debito pubblico: a finire nel mirino, durante il Question Time, sono state anche le scelte del governo sul Superbonus e la distanza tra gli annunci sulla tassazione degli extraprofitti e le risposte arrivate in Aula. Giancarlo Giorgetti ha provato a spiegare la linea dell’esecutivo, ma le repliche delle opposizioni hanno immediatamente alzato i toni.
Il ministro difende i conti, le opposizioni contestano
Giorgetti ha invitato a leggere il rapporto debito-Pil togliendo dal calcolo le rate di cassa legate al Superbonus. Il ministro dell’Economia ha insistito sul peso di quella misura nei conti pubblici, in un passaggio che arriva dopo il mancato uscita dalla procedura d’infrazione europea per appena lo 0,1%.
La replica più dura è arrivata da Italia Viva. Elena Boschi ha sostenuto che il problema non fosse una crescita sottostimata dall’Istat, ma una spesa che il governo non avrebbe considerato. Per la deputata, proprio questa voce tiene ancora l’Italia dentro la procedura di infrazione.
Boschi ha poi contestato l’argomento del Superbonus usato dal ministro, ricordando che quando si decise la proroga della misura Giorgetti era già nel governo Draghi. Ha aggiunto che anche le forze oggi al potere, secondo lei, avevano allora spinto in quella direzione e che la stessa materia compariva nel programma con cui si presentarono alle politiche.
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Extraprofitti, il M5s non si accontenta
Dopo il passaggio sul Superbonus, il Movimento 5 stelle ha spostato il confronto sugli extraprofitti, chiedendo un intervento per aiutare famiglie e consumatori stretti tra caro carburanti e aumento del costo della spesa. Il ministro ha parlato del lavoro in corso per trovare un’intesa in sede europea, una risposta che non ha convinto i deputati pentastellati.
Leonardo Donno ha accusato il governo di non avere una strategia concreta sul tema. Ha spiegato che, a suo giudizio, l’effetto del rincaro sui carburanti ricade sulle famiglie due volte: al momento del rifornimento e poi sugli acquisti al supermercato, per via dei costi di trasporto più alti.
Per il M5s, quindi, la linea dell’esecutivo resta insufficiente. Donno ha chiuso il suo intervento con un attacco politico netto, sostenendo che l’unico passo utile per il Paese sarebbe un cambio di maggioranza.
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