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Politica 1 min di lettura3 giorni fa

Cuba, il monito agli Usa: in caso di attacco scatterà la difesa

All’Assemblea generale dell’Onu il ministro Bruno Rodríguez ha evocato costi umani e distruzione, difendendo al tempo stesso il percorso di trasformazione dell’isola.

Il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodríguez ha lanciato alle Nazioni Unite un avvertimento diretto agli Stati Uniti: davanti a un’eventuale operazione militare, L’Avana reagirebbe senza arretrare. Secondo il rappresentante cubano, uno scontro provocherebbe vittime in entrambi i Paesi e gravi danni sul territorio dell’isola.


L’Avana prepara la risposta

Nel suo discorso all’Assemblea generale dell’Onu, Rodríguez ha sostenuto che Cuba farebbe valere il diritto alla difesa «con la massima determinazione e vigore». Il ministro ha collegato questa posizione all’ipotesi di un intervento armato statunitense, sottolineando il livello di fermezza con cui il governo affronterebbe una simile eventualità.

L’esponente cubano ha inoltre affermato che un conflitto avrebbe un prezzo umano pesante. In particolare, ha parlato della possibile morte di cittadini cubani e di giovani degli Stati Uniti, insieme a una distruzione estesa sull’isola. La denuncia è arrivata nel quadro delle forti tensioni tra L’Avana e Washington.


Il governo difende il cambiamento

Una parte dell’intervento è stata dedicata anche agli effetti del blocco economico ed energetico imposto dagli Stati Uniti, che Rodríguez continua a indicare tra le principali difficoltà affrontate dal Paese. Il ministro ha quindi spostato l’attenzione sulla crisi interna e sulle iniziative avviate dalle autorità cubane.

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A conclusione del suo intervento, Rodríguez ha spiegato che il processo di trasformazione prosegue nonostante le pressioni. «Siamo consapevoli dell’immensa sfida che il nostro Paese deve affrontare in termini di sicurezza, sopravvivenza, benessere della popolazione e destino della Nazione», ha dichiarato, sostenendo che Cuba non intende affrontare la fase attuale in modo passivo.

Il ministro ha descritto il percorso come una modifica profonda del modello economico e sociale, costruita sulla propria esperienza storica. La linea indicata dal governo viene dunque presentata come una risposta alla crisi e, allo stesso tempo, alle questioni di sicurezza evocate nel confronto internazionale.

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