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Politica 1 min di lettura1 ora fa

Corteo e violenze, Cirio rompe il silenzio: “Ora basta”

Il presidente del Piemonte condanna gli scontri, esprime vicinanza ad agenti e commercianti e chiede una presa di distanza politica.

La vigilia del corteo aveva lasciato la città in apprensione: molte attività hanno abbassato le serrande, rinunciando agli incassi di una giornata, mentre altri negozianti hanno fatto installare protezioni sulle vetrine per scongiurare nuovi danneggiamenti. Dopo gli episodi dei giorni precedenti, il timore di ulteriori devastazioni ha accompagnato l’attesa della manifestazione.

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Cirio condanna la violenza in piazza

Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, ha accusato un gruppo di facinorosi di aver trasformato deliberatamente il dissenso in confronto fisico, aggressioni e attacchi alle forze dell’ordine. Tra gli episodi contestati c’è anche l’incendio dell’immagine del presidente del Consiglio.

“Chi era in piazza pacificamente si dissoci, e così facciano anche tutte le forze politiche”, ha dichiarato Cirio, chiedendo una presa di distanza netta da parte dei manifestanti estranei alle violenze e dei partiti. Il governatore ha quindi ribadito che, a suo giudizio, è arrivato il momento di interrompere questa spirale.

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Solidarietà ad agenti e negozianti

Nel suo intervento, Cirio ha escluso che il dialogo possa passare attraverso sopraffazione e intolleranza. La sua condanna riguarda chi, anche durante il corteo, ha scelto di violare la legge ricorrendo alla violenza.

Il presidente piemontese ha inoltre manifestato sostegno agli appartenenti alle forze dell’ordine, impegnati nella tutela delle persone e dei beni pubblici e privati. Parole di solidarietà sono state rivolte anche ai commercianti che hanno preferito chiudere o proteggere i propri esercizi, subendo una perdita economica per ridurre il rischio di nuovi danni.

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