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Politica 3 min di lettura3 giorni fa

Corsi d’italiano, il paradosso del nuovo obbligo: 31mila già esclusi

La nuova misura per i genitori stranieri si confronta con una rete per adulti già satura, tra carenza di insegnanti, sedi insufficienti e richieste in aumento.

Il decreto Scuola punta a rafforzare l’apprendimento dell’italiano e a governare la presenza degli alunni stranieri nelle classi, ma i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti sono già in affanno. La rete registra infatti decine di migliaia di richieste senza risposta, proprio mentre si prepara un nuovo adempimento per i genitori stranieri.

Un’analisi del Laboratorio di politica sociale del Politecnico di Milano, elaborata sui dati del 2023, ha stimato che circa 26mila studenti stranieri non nati in Italia potrebbero rientrare nel provvedimento perché non hanno frequentato scuole italiane. La proiezione indica 155 classi da riorganizzare e 290 alunni oltre la soglia considerata: 120 nella primaria, 50 nella secondaria di primo grado e 120 alle superiori.


Il tetto nelle classi resta una stima

Il decreto prevede un limite del 30% per la presenza di studenti stranieri nelle classi. Le rilevazioni illustrate da Valditara indicano che oggi sono circa 34mila le classi in cui quella percentuale viene raggiunta, ma il calcolo definitivo dovrà escludere alcuni studenti: tra questi, chi conosce bene l’italiano, chi è nato nel nostro Paese e chi ha seguito specifici percorsi scolastici in Italia.

Le cifre dello studio milanese non descrivono quindi un quadro definitivo. Si tratta di una simulazione, soggetta a un margine di incertezza, che prova a quantificare gli effetti della norma sui gruppi classe. Il nodo dell’integrazione linguistica, però, riguarda anche gli adulti che accompagnano il percorso scolastico dei figli.


I centri per adulti sono già saturi

Nel 2025-2026 più di 31mila persone risultano in attesa di un posto nei Cpia. Il dato riguarda 119 dei 130 centri censiti e comprende soprattutto adulti che devono imparare l’italiano, tra cui genitori stranieri con figli che incontrano difficoltà nel sistema scolastico.

La distribuzione territoriale mostra una pressione particolarmente forte al Nord: nei 58 centri dell’area gli iscritti sono 144.017, mentre 18.210 persone non hanno trovato posto. Nel Centro gli iscritti ammontano a 45.525 e gli esclusi a 6.989; al Sud le cifre sono rispettivamente 45.101 e 3.387, mentre nelle Isole si contano 26.746 iscritti e 2.445 persone fuori dai corsi.


Aule e docenti non bastano

Emilia-Romagna, Liguria e Toscana presentano le quote più elevate di richieste rimaste inevase. Complessivamente, 93 centri sui 119 che hanno fornito i dati, pari al 78,2%, hanno ricevuto più domande rispetto ai posti disponibili.

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La rete dei Cpia è nata nel 2012, raccogliendo l’eredità dei Centri territoriali permanenti, e consente agli adulti di conseguire la licenza media o il diploma. Oggi i 130 istituti contano 936 sedi collegate e seguono anche minori stranieri non accompagnati e persone detenute; nel tempo, i corsi di italiano hanno assunto un peso sempre maggiore.

Nel complesso, il sistema dell’istruzione degli adulti, comprendendo Cpia e scuole superiori, raggiunge 524mila iscritti. Di questi, 178.637 frequentano percorsi di alfabetizzazione linguistica e 64.312 seguono corsi di primo livello per ottenere la licenza media, per un totale di 242.949 persone nelle due categorie.

La capacità effettiva, tuttavia, è limitata dalle sedi disponibili. Le aule sono spesso ospitate in altri istituti e questo rende difficile ampliare o modificare l’orario delle lezioni. In media ogni Cpia dispone di circa 60 docenti distribuiti su più strutture, a fronte di oltre 2.200 richieste di iscrizione.


L’obbligo rischia di aumentare l’arretrato

Emilio Porcaro, presidente della rete nazionale dei Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (Ridap), avverte che l’introduzione dell’obbligo potrebbe far crescere ulteriormente la domanda senza un adeguato rafforzamento dell’offerta. «A costo zero – prosegue – la norma non può funzionare».

I docenti specializzati nella classe di concorso A023, dedicata all’insegnamento dell’italiano agli stranieri, sono 354: secondo Porcaro ne occorrerebbe almeno il doppio. Per coprire le necessità, le lezioni di alfabetizzazione vengono affidate anche a maestri e insegnanti di altre discipline.

La misura stabilisce che i genitori stranieri segnalati dai servizi sociali debbano partecipare gratuitamente a un corso di alfabetizzazione. Chi rifiuta dopo la segnalazione rischia una sanzione compresa tra 200 e mille euro. La questione, dunque, non riguarda soltanto l’introduzione dell’obbligo, ma la possibilità concreta di garantire spazi, personale e accesso ai corsi.

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